La ricetta della cotoletta vegetariana

9 gennaio 2014
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cotoletta di verdure

La ricetta della cotoletta vegetariana mi è venuta in mente durante il mio recente viaggio in Thailandia, terra di sapori straordinari e soprattutto paese di incontri culinari! Ebbene dovete sapere che la cucina Thailandese ha avuto una forte influenza derivante da più culture, infatti è un mix perfetto di cucina cinese, cucina araba e cucina indiana…immaginatevi quali bontà ne sono uscite fuori!  I Thailandesi hanno la magia in cucina e sanno creare dei piatti che vi portano ad assaporare gli alimenti in maniera del tutto nuova! Oggi mi voglio concentrare su un piatto vegetariano quindi ho pensato che la ricetta della cotoletta vegetariana fosse d’obbligo farvela conoscere. Io l’ho assaggiata e l’ho voluta rifare a modo mio, più o meno ci siamo, ovviamente tante spezie non le ho potute utilizzare in quanto solo del posto, ma sono riuscita a ricreare il gusto! Loro la vendono per strada tagliandola a striscioline e mettendola dentro un bicchierino pieno di mais… andiamo ai fornelli che vi faccio conoscere questa semplicissima bontà!

Il nome della cotoletta vegetariana l’ho scelto per via della forma, ma anche perché da buona milanese la cotoletta la volevo reinterpretare!  Fate andare a vapore le patate, le rape bianche, i porri, le cipolle, e il sedano. A parte tritate il mais con il riso bianco sbollentato e una volta ottenuto un composto cremoso uniteci la senape, i peperoncini tagliati finemente e il pepe bianco. Le verdure cotte fatele leggermente raffreddare su una griglia in modo che perdano l’acqua in eccesso e poi passatele attraverso il passa verdure, non usate il mixer perché spezzereste male le fibre, unite poi i due composti e fateli riposare. La consistenza che dovrete avere, per intenderci, è quella della polenta durante la cottura, quindi molto densa ma anche molto maneggevole. Foderate con la carta da forno una teglia e aiutandovi con un cucchiaio create le cotolette, cercate di farle più o meno tutte uguali, io uso l’attrezzo per fare le palle di gelato, è un ottimo misurino e vi aiuta non poco a gestire l’impasto un po’ appiccicoso, ma potete gestire la cosa anche con due  cucchiai. Livellate leggermente la superfice e cospargete il tutto con fiocchi di riso soffiato tritati. In forno dovranno starci per almeno 45 minuti a 180° quindi una cottura lenta, fondamentalmente non c’è nulla da cuocere visti gli ingredienti già cotti, ma serve per amalgamare bene il tutto. Ovviamente potete usarla per farci un buon panino, ma anche così ha il suo perché!



INGREDIENTI: (Ricetta per 2 persone)
Difficoltà: media
Tempo di preparazione: massimo un'ora

2 Porri
1 cucchiaio di pepe bianco
2 peperoncino fresco
4 cucchiaini di senape
150 gr riso bianco
1 sedano
1 cipolla
4 rape bianche piccole
2 patate medie
100 gr mais
fiocchi di riso soffiato tritati a piacere


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Branzino al Tamarindo, una ricetta orientale post feste

3 gennaio 2014
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Branzino ricetta orientale

Avete passato delle buone feste? Io benissimo, infatti ho passato il Natale in Thailandia! Di cui presto vi racconterò attraverso le tante ricette che pubblicherò, anche perché sappiate che ho fatto un corso di cucina Thailandese… potrei mai quindi non trasferirvi quello che ho imparato?? Oggi però ho bisogno di mangiare un po’ leggero, e lo so che la dieta bisogna iniziarla solo dopo la Befana …MA questa di oggi mica la possiamo rigorosamente classificare come ricetta dietetica no? La classifico invece come ricetta orientale! Guardate che bei colori! Dunque ho preso un bel branzino e l’ho ripulito sia dalla testa che dalle interiora e poi l’ho fatto semplicemente al forno, e fin qui tutto ok, ma il bello è che prima l’ho marinato! In Thailandia ho avuto modo di essere ben influenzata dalle varie salse che usano, una di queste sicuramente è la salsa di pesce, ma questa volta ne ho usata un’altra e credo sia ancora più buona! La salsa di Tamarindo! Non la troverete nei negozi tradizionali, quindi andate nei negozi asiatici dove troverete il concentrato di tamarindo e io vi insegno come farla velocemente, infatti basta diluire il concentrato con del brodo vegetale e con del succo di lime, poi immergete il branzino e lasciatelo riposare per almeno 2 ore. Le dosi che ho usato sono 4 cucchiai di concentrato per 1 litro di brodo e 1 lime, se versate il tutto in una terrina con dei bordi alti riuscirete a immergere molto bene il branzino, ah ovviamente coprite il tutto con della pellicola e metteteci sopra un peso, io ho usato un piatto con sopra delle patate! Una volta ben marinato sgocciolatelo e ricopritelo con fettine di zucchine e pomodorini sparsi e fatelo andare in forno per almeno 30 minuti a 200° otterrete un fantastico Branzino al Tamarindo!

Il gusto è buonissimo e la carne risulta essere tenerissima ma compatta, è ottimo anche per farci delle insalate una volta cotto, magari abbinandolo alle fave, infatti ho scoperto che con il tamarindo legano benissimo!



INGREDIENTI: (Ricetta per 2 persone)
Difficoltà: media
Tempo di preparazione: massimo un'ora

1 Branzino
Zucchine a piacere
1 lt brodo vegetale
1 lime
4 cucchiaini di concentrato di tamarindo
pomodorini a piacere


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Insalata speziata dai colori natalizi, una ricetta per un Natale Light

16 dicembre 2013
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Ricetta vegetariana

Un’amica mi ha chiesto di mettere qualche ricetta di Natale light, perché
secondo lei in questo periodo si mangia troppo e non si riesce a “rinunciare” a
tutte quelle bontà che ci prendono per la gola soprattutto per via dei colori.
Bene, ho preso la palla al balzo e ho voluto fare una semplice insalata, ma dai
colori bellissimi! E’ semplice in quanto ha solo pochi ingredienti, ma quei
pochi sono buonissimi, perché a Natale un po’ più buoni lo bisogna essere no?
Quindi ispirata dai vari viaggi fatti per il mondo ho voluto sperimentare e
devo dire che ci ho azzeccato in pieno. Curiosi? Dai andiamo in cucina così vi
racconto! Sbattete del succo di lime con dello zenzero in polvere, miele e olio,
otterrete una salsa dove farete marinare le fette di pomodoro. Ora prepariamo
le lenticchie, le dovrete far lessare nel tè di Roibos, lo trovate facilmente
in tutti i supermercati, ci sono anche le varietà mixate con la cannella, ma se
non vi piace lasciate perdere e usate quello puro. Ora la cosa vi sembrerà una
ricetta aliena, ma fidatevi il gusto è davvero buono! Fatele bollire per almeno
40 minuti poi lasciatele raffreddare. Prendete delle foglie di
spinacino novello e alternatele alle fette di pomodoro poi cospargete le
lenticchie al roibos. Il tutto lo potete accompagnare con dell’ottimo pane ai
cereali! Guardate che colori non vi richiama subito al Natale?



INGREDIENTI: (Ricetta per 2 persone)
Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: meno di 30 min.

2 cucchiaini di Olio extravergine di oliva
1 cucchiaino di Miele
2 pomodori
1 lime
1 cucchiaio di zenzero in polvere
100 gr lenticchie
1 bustina di tè Roibos
100 gr spinaci novelli


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Wafer fatti in casa – una ricetta veloce e sfiziosa

30 ottobre 2013
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homemade wafer

Ormai lo sapete, per me viaggiare significa anche andare a conoscere la cultura alimentare del luogo visitato, in questo caso più che conoscere è stato un ricordarsi del tempo in cui ho vissuto in Yugoslavija. Nell’ultimo viaggio in Croazia ho trovato le cialde dei wafer e potevo mai non comprarle? Quando ero bambina con queste cialde facevamo il dolce più veloce della domenica, bastava farcirle ed ecco dei fantastici wafer casalinghi! Noi bambini ci divertivamo a fare ognuno la propria versione e anche allora io mi divertivo a fare esperimenti in cucina!

homemade wafer

Oggi ve li propongo un po’ rivisitati, ebbene sì all’epoca non si usavano ancora i cereali da mettere nel latte, bensì si abbondava di frutta secca e miele, ma io stavolta ho preferito rimanere sul leggero, sempre che l’uso di cioccolato e panna possa essere definito leggero! Se vi capitasse di trovare queste cialde divertitevi a farcirle dando spazio alla vostra fantasia,  nel frattempo ecco come le ho preparate io.

wafer

Sciogliete il cioccolato a bagnomaria, aggiungete la panna fresca e mescolate il tutto con una frusta a mano, finché non otterrete la consistenza della crema pasticcera, deve essere bella lucida e non deve presentare grumi e nemmeno parti oliose. Inserite i cereali, l’uvetta e le noci, mescolate bene e senza far raffreddare spalmate questa crema su una cialda, cercate di livellarla in modo che non ci siano parti più alte o più basse, ricoprite subito con l’altra cialda e premete piano in modo da unirle senza romperle.

wafer

Copritele con un panno e riponete in frigorifero. La copertura l’ho voluta fare con il cioccolato bianco, ma naturalmente potete usare quello che desiderate oppure lasciarla liscia, fatelo fondere a bagnomaria e quando sarà pronto spalmatelo sulla cialda superiore, io ho voluto guarnirla con delle scagliette di cioccolato fondente, ma ripeto spazio alla vostra fantasia! Riponete nuovamente in frigorifero e lasciate riposare per almeno un’ora, poi potrete tagliare le cialde nella forma che desiderate, si conservano perfettamente in un barattolo chiuso anche per una settimana, ma siamo sinceri… dureranno una settimana?

wafer



INGREDIENTI
Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: meno di 15 min.

20 gr Uvetta
100 ml panna fresca
2 cialde per wafer
300 gr cioccolato
100 gr cereali
50 gr noci


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Strudel alla Croata

9 ottobre 2013
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Strudel

Ah lo strudel che passione! Ma lo sapete che ne esistono di tantissimi tipi? Per esempio se andate in Croazia, nei dintorni dei laghi di Plitvice, troverete degli strudel buonissimi! Sono diversi rispetto a quelli che usualmente vediamo in commercio e anche i ripieni sono particolarissimi! Dovete sapere che io in Yugoslavija ci ho abitato per ben 10 anni… quindi la ricetta son riuscita a farmela dare dalle signore che vendono queste bontà! Si sono raccomandate tutti i vari passaggi e procedimenti ed io non me ne sono persa nemmeno uno! J Dai preparatevi a creare questa delizia! Prima però devo dirvi che ovviamente loro usano i loro prodotti locali, quindi se li avete assaggiati sul posto sappiate che non saranno perfettamente uguali, ma il bello della cucina è anche questo no?

 

Strudel

Impastate i seguenti ingredienti in un’unica ciotola: farina, yogurt, lievito secco, lievito fresco, zucchero, olio, latte e per ultimo il sale. Quando si sarà formata una palla, mettetela su una superfice liscia (la cosa migliore sarebbe avere un grosso tagliere di legno, tipo quello dove fare la pasta fatta in casa, ma al momento io ho sfruttato il grande spazio del mio top in cucina, quindi tranquilli fatelo anche voi!)  Lavorate l’impasto in modo che diventi liscio e poi copritelo lasciandolo lievitare almeno per 3 ore. Nel frattempo potrete dedicarvi ai vari tipi di ripieni, dunque io in questo caso avevo preso tutte le materie prime sul posto, sia il papavero, sia il formaggio ecc, ma naturalmente se non trovate il papavero potete usare le noci e invece del loro formaggio locale usare la nostra nazionale ricotta, insomma in cucina è bello anche adattare certi tipi di ricette al nostro uso quotidiano!

Strudel

Se trovate il papavero (non dovrebbe essere difficile io l’ho visto nella maggior parte dei supermercati) tritatelo con lo zucchero, l’uvetta, la vaniglia e il latte caldissimo, usate pure un mixer per quest’ operazione. Per il ripieno di formaggio procedete in questa maniera, passate al setaccio la ricotta e se fosse ancora troppo umida aggiungete un cucchiaio di farina, poi mescolate insieme allo zucchero, all’uvetta, all’uovo e alla vaniglia. Come vedrete dalle foto potete usare tantissimi altri ripieni, come quello alle prugne oppure al mango che si sposa perfettamente con questa preparazione! Una volta passate le 3 ore e i ripieni ben raffreddati procedete alla stesura della pasta, usate un mattarello e tentate di farla più squadrata possibile, cercate di stenderla di uno spessore non più di 1 cm perché crescerà ancora durante la cottura.

Strudel

Ora viene il bello, nel senso che per avere quell’effetto di farcitura a goccia il trucco è che dovete dividere “visualmente” la pasta in 3 parti quasi uguali. Nella parte centrale dovrete sistemare le due farce per il lungo e agli estremi, ma prima dovrete farne una con relativa copertura di un’ala, poi sopra di questa, ma rimanendo sempre nel mezzo, per poi ricoprire con l’ultima ala, lo so sembra macchinoso, ma fidatevi è più complicato scriverlo che farlo :o) Se volete ottenere un bel contrasto di colori, l’importante è che le farce non si tocchino tra di loro, quindi inseriteci sempre un’ala a dividerle e il gioco è fatto! Spennellate con parti uguali di olio e acqua, tranquilli lo so che è un casino mescolarli ma metteteli in una tazzina e il pennello farà il resto! Cuocete in forno per circa mezz’ora a 180° e ovviamente lasciate raffreddare prima di servirlo! Spero vi piaccia come piace a me, io ne sono golosissima!

Strudel

Ingredienti per la farcitura al formaggio:

20 gr di ricotta

15 gr di zucchero

1 manciata di uvetta (lavata e bagnata )

1 uovo

1 bustina di zucchero vanigliato oppure 1 cucchiaino di estratto di vaniglia

 

Ingredienti per la farcitura al papavero:

25 g di semi di papavero (oppure noci)
15 grammi di zucchero
1 manciata di uvetta (lavata e bagnata)

150 ml di latte caldo
1 bustina di zucchero vanigliato oppure 1 cucchiaino di estratto di vaniglia

 

 

 



INGREDIENTI: (Ricetta per 10 persone)
Difficoltà: media
Tempo di preparazione: massimo un'ora

1 kg farina
2 uova
200 ml latte
200 ml olio di semi
200 ml yogurt
1 bustina di lievito secco
50 gr lievito di birra
2 cucchiai di zucchero
pizzico di sale


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Cusa l’è cusa l’è la mia versione del cous cous

4 ottobre 2013
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Cusa l’è cusa l’è

Cusa l’è cusa l’è. Ecco un piatto provato in mille modi, in mille posti e in mille colori! Personalmente ho avuto il piacere di provarlo direttamente nella piazza di  Jāmiʿ el-Fnā a Marrakech in Marocco, buono, anzi buonissimo, sia con la carne sia con le verdure. L’ho provato anche in Tunisia, in Egitto, in Turchia e in Kenya! E’ uno di quegli ingredienti così versatili e così semplici che si prestano a tantissime ricette, quindi non è possibile dire come sia la “vera” ricetta del cous cous, bensì bisogna andare a proprio gusto e io l’ho fatto usando semplici verdure e altri abbinamenti. Mi piace chiamarlo Cusa l’è cusa l’è, perché un po’ il nome richiama il cous cous e poi perché in quel mix di colori non si riesce mai a capire cosa ci sia dentro… e quindi? Dai che ve lo spiego!

cous cous

Il mio cous cous è fatto di pochissimi ingredienti, però, cucinati tutti a parte e solo dopo uniti. Questo metodo fa in modo che ogni ingrediente abbia la sua giusta cottura e che il sapore non sia coperto durante la preparazione.  Tagliate le carote a piccoli dadini e fatele saltare in padella con l’olio, la cottura dovrete farla in due tempi, nella prima parte le farete saltare a fuoco alto in modo che lo zucchero che contengono si caramellizzi e poi terminate di cuocerle a fuoco basso così non bruceranno. Passate poi a preparare le zucchine di cui userete solo la buccia, lavandola molto bene prima dell’uso, anche e soprattutto se è un prodotto è biologico, mi raccomando! Tagliatela spessa almeno di un cm. e poi a dadini come avete fatto per le zucchine. Saltatele con l’olio a fuoco alto continuando a spadellarle, non devono cuocere tanto, giusto il tempo che si ammorbidiscano e prendano un bel colore.

cous cous Il terzo ingrediente, fondamentale, per il mio cous cous sono i pomodori secchi, assolutamente indispensabili secondo il mio gusto personale, infatti, conferiscono al piatto una marcia in più e mi danno la possibilità di non usare il sale… tagliateli a dadini più piccoli rispetto alle carote e alle zucchine, proprio perché salati è meglio che siano più amalgamabili. Questi non dovrete cuocerli bensì andranno direttamente così nel cous cous. Le nocciole sono un ingrediente un po’ particolare, è vero, ma quando assaggerete questa ricetta, capirete che è quell’ingrediente in più che prende per mano tutti gli altri. L’ho provato anche senza, ma sembrava che gli mancasse un qualcosa, quindi ho aggiunto vari tipi di ingredienti, ma nessuno sembrava fosse quello giusto… poi l’incontro con le nocciole ha completamente cambiato il piatto conferendogli l’intonatura giusta! Non tritatele, bensì a coltello cercate di tagliarle finemente, in modo che siano un po’ più grandi del cous cous.

cous cous

Infine il cous cous, ne troverete di tantissimi tipi, dal piccolo al grande, da quelli già precotti a quelli da cuocere. Sotto questo punto di vista decidete voi quale usare in base al vostro gusto personale e alle vostre tempistiche. Io per curiosità li ho voluti provare tutti, perché volevo capire la loro peculiarità e quale mi fosse più consono come gusto e preparazione.  Ognuno ha una cottura diversa, sulle confezioni troverete le spiegazioni. Quello più semplice è aggiungere dell’acqua calda al cous cous e coprirlo, però l’acqua deve essere misurata giusta per la dose di cous cous sennò s’impregnerà troppo e non sarà bello sgranato, viceversa con poca acqua sarà troppo duro.

cous cous

Dopo che avrete preparato il cous cous versateci un cucchiaio di olio e sgranatelo con una forchetta, infatti, queste perline non dovranno attaccarsi l’una all’altra. Versate le zucchine con il loro relativo sughetto, le zucchine e i pomodori, infine le nocciole. Spesso faccio tante verdure saltate e poi creo delle mini porzioni da congelare, in modo da avere sempre a portata di mano la possibilità di fare un cous cous dell’ultimo momento. Questa è il Cusa l’è cusa l’è, la mia ricetta del cous cous, ma voi provate a farne di tutti i tipi e con i più svariati abbinamenti, come dico sempre spazio alla vostra fantasia e creatività in cucina!



INGREDIENTI: (Ricetta per 4 persone)
Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: meno di 30 min.

Olio extravergine di oliva a piacere
2 Zucchine
280 gr cous cous
4 carote
50 gr pomodori secchi
80 gr nocciole


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Salsa al caramello

21 settembre 2013
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caramello

Tempo fa, per la festa di compleanno di un amico, ho portato la mia torta di pancakes, l’idea è carina perché ognuno si serve da solo, non c’è bisogno di affettare, non c’è bisogno di avere piattini o posate e ovviamente ognuno decide quanti pancakes prendere e quanta salsa aggiungere! Ecco oggi vi parlerò di questa salsa al caramello, è semplicemente paradisiaca, potete usarla come ho fatto io per accompagnare i pancakes, ma anche per decorare torte, farcire crepes, come top sul gelato oppure sullo yogurt, insomma come vi dico sempre spazio alla fantasia e al gusto! Dovete sapere che questa ricetta l’ho imparata a Londra, ebbene sì, mi hanno fatto provare la “loro” salsa al caramello e aveva decisamente una marcia in più! Credo che il trucco stia tutto nello zucchero usato, io la faccio con lo zucchero muscovado e il gusto è davvero fantastico. caramelloCome sempre quando si lavora, lo zucchero bisogna stare attenti ai tempi, infatti, in pochissimo tempo si rischia di bruciarlo completamente conferendogli un sapore decisamente amarognolo e sgradevole che non ha nulla a che fare con il caramello. In una pentola mettete a sciogliere a fuoco basso lo zucchero e l’acqua, a parte riscaldate la panna. Quando gran parte dello zucchero si sarà sciolto, spostatelo dal fuoco e ruotate la pentola in modo che si mescoli da solo, è importante non mescolarlo con nessun attrezzo in questa fase, deve “arrangiarsi” per conto suo! (lo so… vien voglia di… !!!!) Rimettete la pentola sul fuoco sempre basso e inserite a filo la panna calda, ora potete mescolare anche con una frusta. La prima reazione è quasi di cristallizzazione, ma vedrete che man mano si amalgamerà nella più buona delle salse! Potete tranquillamente conservarla in frigorifero per 4 o 5 giorni, ma in casa nostra non supera mai la giornata!!!!

    salsa di caramello



INGREDIENTI
Difficoltà: media
Tempo di preparazione: meno di 15 min.

5 cucchiai di acqua
150 gr zucchero
100 ml panna fresca


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Spaghetti di soia con alghe hijiki

11 luglio 2013
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Spaghetti di soia con alghe hijiki

Io adoro andare a mangiare nei ristoranti giapponesi, ma ancora di più adoro cucinare e inventarmi delle ricette con i loro alimenti, per esempio il piatto di oggi è di una semplicità unica, ma con tutti i sapori d’oriente. In una ciotola con dell’acqua calda mettete le alghe hijiki e gli spaghetti di soia e lasciateli almeno per 20 minuti, nel frattempo fate saltare in padella i fagiolini e i germogli di soia che avrete prima lessato. Trascorsi i 20 minuti scolate gli spaghetti e le alghe e unite il tutto ai fagiolini e ai germogli di soia. Saltate in padella con salsa di soia ed eccovi un super primo piatto orientale!

Spaghetti di soia con alghe hijiki

Se desiderate, potete saltare anche dei gamberetti, oppure degli straccetti di pollo in modo da non avere un piatto completamente vegetariano. Se avete ospiti, potete copiare questa mia idea, infatti, preparo una base vegetariana come quella descritta e aggiungo in tavola ciotoline con pollo e pesce, così ognuno può aggiungere gli ingredienti che vuole, ovviamente in una ciotolina non dimenticatevi un tocco piccante, come dei peperoncini tagliati finemente, daranno sicuramente una marcia in più!

Spaghetti di soia con alghe hijiki



INGREDIENTI: (Ricetta per 2 persone)
Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: meno di 15 min.

Alghe hijiki
140 gr spaghetti di soia
150 gr fagiolini lessati
150 gr germogli di soia lessati
Salsa di soia a piacere


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Pollo ai semi di zucca verdi

5 giugno 2013
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Pollo ai semi di zucca verdiQuesto pollo ai semi di zucca verdi è stato ispirato (come per tante ricette) da un viaggio! Infatti, in molti di voi sanno che sono appena tornata da un viaggio nei Balcani, ah che posti e come abbiamo mangiato bene! Dovete sapere che durante un viaggio vado sempre a visitare anche i supermercati, ebbene sì, come se fossero un museo oppure un’opera d’arte, perché per me il viaggio è anche questo, vedere cosa comprano al supermercato le persone di quel paese o di quella città, e questo vale sia in Italia sia all’estero. E’ bello aggirarsi per gli scaffali e capire quali sono gli alimenti must e quali identici ai nostri, insomma un giro al supermercato non me lo toglie nessuno, se poi riesco anche a trovare un mercatino rionale… nessuno è più felice di me! Durante il viaggio nei Balcani ho comprato non poche cose, oggi vi parlerò dei semi di zucca verdi, come li chiamo io, ma il loro nome “serio” è la varietà di semi di zucca Curcubita Stiriana, in questa varietà per l’appunto i semi sono verdi e il loro guscio è morbidissimo tanto da non aver bisogno di sbucciarli! Per l’esattezza li ho comprati in Slovenia, ma le zucche vengono coltivate anche in Ungheria e in altri paesi dell’est, ovviamente il posto migliore dove prenderli è in Stiria, da cui hanno preso il nome e dove questa particolare varietà ha le condizioni climatiche migliori. Quelli che sono venuti a trovarmi al Minni Market sicuramente avranno avuto modo di assaggiare le mie brioches al miele con i semi verdi. Il connubio è risultato eccezionale e a breve vi posterò la ricetta! petto di pollo semi di zucca

Oggi invece vi darò la ricetta per fare un pollo un po’ diverso dal solito e anche in questo caso i semi di zucca verdi hanno fatto la loro fantastica e buonissima figura! Questa è una ricetta un po’ studiata e un po’ inventata di sana pianta, della serie svuoto il frigorifero e la dispensa in un’unica padella! Prendete il petto di pollo e fatelo marinare con lo yogurt, l’erba cipollina, il tabasco, il pepe e il sale. Il consiglio che vi posso dare per la marinatura è di mettere tutto in un sacchetto per surgelati e massaggiare la carne in modo da far andare la marinatura dovunque, poi riporre in frigorifero per almeno 4 ore, ma se avete tempo anche per tutta una notte. Invece dei sacchetti potete usare anche dei semplicissimi contenitori da cucina con una buona chiusura, visto che dovrete letteralmente shakerare il tutto! Pollo ai semi di zucca verdiQuando lo toglierete dal frigorifero, dovrete pulirlo con dello scottex imbevuto di olio, perché i residui dello yogurt brucerebbero molto velocemente rispetto al tempo di cottura del pollo. Una volta pulito impanatelo nei semi di zucca e poi fatelo rosolare a fuoco basso in padella. Il pollo sarà molto morbido perché la marinatura con lo yogurt ammorbidisce moltissimo la carne e i semi di zucca danno una marcia in più. Il pollo l’ho accompagnato con una sbriciolata di formaggio su patate croccanti, a di questa ricetta ve ne parlerò un’altra volta!

 



INGREDIENTI: (Ricetta per 2 persone)
Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: meno di 30 min.

1 Petto di Pollo
1 cucchiaino di tabasco
1 vasetto di yogurt bianco
2 cucchiaini di erba cipollina
pepe verde a piacere


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Pancakes ed è subito un buongiorno!

7 aprile 2013
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colazione

Svegliarsi con il profumo di caffè e pancakes… succede solo nei film? Naaaa succede spesso a casa nostra! C’è qualcosa di più bello che fare colazione la domenica mattina tutti insieme? Spesso abbiamo ospiti ed io letteralmente adoro preparargli i pancakes per colazione! Dovete sapere che sono una viaggiatrice golosa, infatti, ho viaggiato in lungo e in largo per il mondo e quando ho potuto, mi sono infilata nelle cucine di tutti i posti dove ho mangiato, parlato con cuochi, chef e addetti ai lavori, non ci posso fare niente è la mia natura! I miei primi pancakes li ho mangiati in South Africa, in un posto davvero ”strano” ovvero nella caffetteria di un benzinaio, ma volevo così provarli che non ho guardato dove e come…erano buonissimi! Poi ho avuto modo di assaggiarli in Australia, in Nuova Zelanda, in Gran Bretagna, negli States e in Canada… dovunque avevano una ricetta diversa, quindi alla fine i miei pancakes sono il frutto di più ricette provate in giro per il mondo.

pancakes

Passiamo alla ricetta, queste preparazioni hanno sempre una regola base importantissima e cioè la pentola,  deve essere antiaderente con i bordi bassi, mi raccomando è importante! La cosa migliore è trovare una pentola delle dimensioni uguali a quelle che vorreste per i pancakes. Questa è una ricetta con gli ingredienti al cucchiaio, nel senso che nei paesi anglosassoni usano vari tipi di cucchiai per le misurazioni, voi usate tranquillamente i nostri cucchiai da minestra e da caffè e vi troverete benissimo.

colazione a casacolazione con pancakes

In una ciotola abbastanza grande e con i bordi alti sbattete i tuorli aggiungendo l’olio e poi il latte e solo per l’ultima l’acqua. In un’altra ciotola mescolate tra di loro la farina, il lievito lo zucchero e il sale, unite i due composti e fate riposare almeno per 10 minuti con un coperchio. Nel frattempo sbattete a parte gli albumi, una volta montati uniteli all’altro composto, cercate di mescolarli dal basso verso l’alto, è importante che inglobino più aria possibile, a questo punto sono pronti per essere cotti. Ungete con pochissimo olio la pentola e fatelo solo per la prima volta, versate con un mestolo il composto, se state usando una pentola delle dimensioni giuste basterà che arrivi a coprire tutto il fondo, mezzo centimetro basta e avanza, tenete conto che si gonfieranno. Appena vedrete delle bolle e dei relativi buchini, vuol dire che sono pronti per essere girati, il colore deve risultare di un marrone chiaro, quindi tenete il fuoco a livello medio e mai troppo alto o troppo basso. Questa è la versione senza nessuna aggiunta, ma se volete, potete aggiungere al composto dei mirtilli, delle gocce di cioccolato, noci pecan e ovviamente spazio alla fantasia!

Sono ottimi con lo sciroppo d’acero, con la nutella, il miele, i frutti di bosco, ma sicuramente io li preferisco con la mia salsa al caramello!!! … la verità è che non hanno limiti di abbinamento e sono buonissimi anche da soli!

mangiare sano

 



INGREDIENTI: (Ricetta per 6 persone)
Difficoltà: media
Tempo di preparazione: massimo un'ora

100 ml acqua
400 gr farina
4 uova
1 cucchiaio di Sale
3 cucchiaini di zucchero
400 ml latte
6 cucchiaini di olio di semi
4 cucchiai di lievito in polvere


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