Corso di cucina vegana

3 aprile 2015
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cuore vegano

Corso di cucina vegana. Continuano gli appuntamenti “Mani in Pasta” della Factory Cormano, infatti siamo al quarto appuntamento del Food Lab, un ciclo di incontri legati ai corsi di cucina.  L’11 aprile terrò il prossimo corso e questa volta sarà un corso di cucina vegana, sempre in armonia con la filosofia legata all’utilizzo dei prodotti biologici e stagionali della Cascina Avicenna Bio.

corso di cucina vegana

Il corso si propone come un avvicinamento alla cucina vegana, dedicato a chi non ha mai avuto modo di assaggiarla né tantomeno cucinarla, ma vuole essere anche uno spunto in più per chi è vegano e magari è interessato a provare nuove ricette.

Avicenna Bio

Ho scelto di farlo in questo periodo per accogliere nel modo migliore il cambio e l’energia rinnovatrice della stagione, infatti siamo proprio a ridosso del cambio di stagionalità. Man mano i prodotti della terra cambiano ed è giusto, ma soprattutto salutare, utilizzare i prodotti stagionali, in modo da godere di tutte le loro proprietà organolettiche.

Prodoti biologici

Le ricette proposte durante il corso di cucina vegana saranno create con i buonissimi ingredienti colorati, che questa bellissima stagione ci regala, quindi ricette ricche di vegetali e antiossidanti. Inoltre verranno abbinate delle lavorazioni come la pasta sfoglia, la besciamella e varie preparazioni senza uova e latte, naturalmente tutte in versione vegana.

menù corso cucina vegana

Come sempre, dopo il corso ci sarà la degustazione dei piatti preparati.

mani in pasta

Il costo del corso è di 20€, ha una durata di due ore e inizierà alle 15.00, la location sarà la splendida Factory Cormano, in via Edison 8 a Cormano, dove alla mattina ci sarà il mercato contadino, quindi potrete già comprare gli ingredienti delle ricette proposte, per poi ripeterle tranquillamente a casa.

Per qualsiasi informazione e per le prenotazioni potete scrivere a questi indirizzi email: consylincucina@gmail.com oppure a factorycormano@gmail.com

 Vi aspetto!


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Riso con fiori di salvia

4 giugno 2014
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riso con fiori di salvia

Riso con fiori di salvia, a vederlo sembra quasi un cappello di quelli inglesi, quelli che richiamano l’inizio della primavera e che ogni Lady dovrebbe avere nella propria cappelliera, ma invece è un semplicissimo riso basmati con latte di salvia e i fiori di questa fantastica erba aromatica. Appositamente non ho scritto risotto, ma solo riso, perché la preparazione non è da risotto.

riso con fiori di salvia

Questa ricetta era all’interno del Restaurant Day durante la “Cena degli Intolleranti” e qui l’ho riproposta da sola senza le varie salse di accompagnamento, per quelle dovrete aspettare un po’ , ma abbiate pazienza posterò presto la ricetta. Tornando al riso, sicuramente la domanda che vi state facendo è in merito al latte di salvia, ma che cos’è? Come ben sapete vengo influenzata tantissimo dalle  cucine dei paesi che ho visitato, e sempre di più sto seguendo l’influenza dei sapori “primari” ovvero cerco di non inserire in nessuna ricetta gli esaltatori di sapidità, come il sale o affini, questo perché il gusto (ma bisogna abituarcisi) ne guadagna appieno.

fiori di salvia

Per questo motivo sto cercando di insaporire i miei piatti con i sapori “forti” che posso trovare nelle erbe aromatiche, e in questo caso la salvia. Per ottenere il latte alla salvia ho fatto marinare le foglie di salvia nel latte di soia (oppure a vostro piacimento nel latte normale), per una notte intera, questo dopo averlo portato a temperatura di 50° per tre volte. Dovrete poi mixare tutto insieme, filtrandolo alla fine con un colino. Questo è il condimento per il riso basmati, quindi una semplice cottura e se volete la messa in forma, per poi versarci sopra il latte di salvia e decorare con gli splendidi fiori violetti.

fiori di salvia

Come vedete i fiori li ho presi dalla mia pianta di salvia, sono molto buoni, ma non aspettatevi un sapore così marcato come le foglie, anzi i fiori sono molto più delicati. Se desiderate farci delle guarnizioni, ma avete paura che appassiscano immergeteli nella gelatina, io per “La Cena degli Intolleranti” ho però voluto usare fiori freschi perché la gelatina contiene glutine, ma voi divertitevi pure con le varie decorazioni!

fiori di salvia



INGREDIENTI: (Ricetta per 2 persone)
Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: meno di 30 min.

foglie di salvia a piacere
160 riso basmati
1 tazza di latte di soia
fiori di salvia a piacere


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Cucinare con le erbe selvatiche come il Parùch

21 gennaio 2014
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Tagliolini con parùch porri e casolèt

Cucinare con le erbe selvatiche come il parùch? Anzi fare dei tagliolini con parùch porri e casolèt?… non avete mai sentito parlare del Parùch? e del Casolèt?… e nemmeno del Buon Enrico? … se amate la montagna come la amo io sicuramente li conoscerete! Il Parùch o come lo chiamano in molti il “Buon Enrico” lo potete trovare dai 200 ai 2100 mt vicino alle baite, ma soprattutto lo troverete nei pressi delle malghe. Però, io che amo andare a zonzo, sia per monti sia alle sagre, l’ho trovato alla Festa della Montagna ! Le foglie e il sapore si avvicinano a quello degli spinaci infatti alcuni lo conoscono come spinacio selvatico e altri come Farinel. Questo che vedete in foto è un pesto, ma potete cucinarlo come meglio credete, è fantastico nei ripieni e nelle polpette e ovviamente per farci un abbinamento come quello che vi sto proponendo! Il Casolèt invece è un formaggio anche lui buono buono e lo potete trovare in Trentino, ma anche questo l’ho preso durante la mia gita alle festa della Montagna…. ma, finito il vasetto come si fa? Eh beh, lo si rifà! Dai andiamo in cucina che vi faccio vedere come cucinare con le erbe selvatiche come il Parùch e ottenere un pesto buonissimo! (ovviamente al momento non lo troverete, ma quando inizierete ad andare a fare le passeggiate saprete già come prepararlo!) Tritate i porri e fateli appassire in una padella con un po’ di olio a fuoco molto basso. Nel frattempo dividete in due porzioni le foglie di Parùch, una parte la lessate e una volta cotto lasciatelo da parte per fargli perdere acqua, l’altra parte invece lo aggiungete ai porri e lo fate insaporire finché le foglie non appassiranno leggermente. Insaporite quindi con sale e pepe e rullo di tamburi: le noci! Non ne servono molte, ma il malghese che mi ha venduto il pesto mi ha detto che con le noci è tutta un’altra storia…e vogliamo non credergli? Quindi inserite il tutto in un mixer e aggiungete olio extravergine di oliva fino ad ottenere un bel composto cremoso. I tagliolini fatti in casa credo siano la cosa più buona con cui assaporarlo e naturalmente non dimenticatevi di aggiungere le scaglie di Casolèt!!!

Tagliolini con parùch porri e casolèt



INGREDIENTI: (Ricetta per 2 persone)
Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: meno di 15 min.

Pepe a piacere
Sale a piacere
Olio extra vergine di oliva a piacere
2 Porri
50 gr noci
500 gr parùch


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Macedonia di frutta e verdura, una ricetta piena di energia

22 ottobre 2013
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ricetta sana

Ci sono giorni in cui sono più stanca di altri, come se l’energia non riuscisse a caricarsi e nonostante le giuste ore di sonno e una vita equilibrata faccio proprio fatica a carburare! Però ho la ricetta giusta e quindi già da stasera mi sentirò in gran forma!  La mia super coppa di “buono” inteso veramente come buono e non solo perché è salutare, ma perché questi sapori e colori si sposano perfettamente e vi daranno la giusta carica come hanno fatto con me! Decidete voi cosa inserire, l’importante è che sia tutto crudo, io ci ho messo peperoni verdi e rossi, la parte verde delle zucchine, cuori di palma, gambi di sedano, rapanelli, mele, carote, melograno, uva, papaya…

Ho condito con del succo di arancia, olio extravergine e pepe rosa…. e ora chi mi ferma più?


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La ricetta per una sana e corretta alimentazione

19 ottobre 2013
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mangiare sano

Lo sappiamo tutti, mangiare è un bisogno primario, ma in che maniera mangiate? Vi curate di scegliere gli alimenti per il loro aspetto oppure per le loro caratteristiche nutritive? E secondo voi ci sono i cibi sani e anche buoni? Lo sapevate che l’alimentazione dovrebbe variare in base alla vostra età? Tutti parlano di mangiare sano, ma cosa consumare e in quali quantità? Cosa sono i carboidrati complessi? E quelli semplici? Esiste un menu per il cervello? Vi ho incuriosito abbastanza??? Bene! Andate a leggere questo articolo di Valentina, sono sicura che lo troverete molto utile e interessante!

http://www.lacucinachevale.com/2013/10/vademecum-della-sana-e-corretta.html?showComment=1382164575341#c946455005159297098


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Cusa l’è cusa l’è la mia versione del cous cous

4 ottobre 2013
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Cusa l’è cusa l’è

Cusa l’è cusa l’è. Ecco un piatto provato in mille modi, in mille posti e in mille colori! Personalmente ho avuto il piacere di provarlo direttamente nella piazza di  Jāmiʿ el-Fnā a Marrakech in Marocco, buono, anzi buonissimo, sia con la carne sia con le verdure. L’ho provato anche in Tunisia, in Egitto, in Turchia e in Kenya! E’ uno di quegli ingredienti così versatili e così semplici che si prestano a tantissime ricette, quindi non è possibile dire come sia la “vera” ricetta del cous cous, bensì bisogna andare a proprio gusto e io l’ho fatto usando semplici verdure e altri abbinamenti. Mi piace chiamarlo Cusa l’è cusa l’è, perché un po’ il nome richiama il cous cous e poi perché in quel mix di colori non si riesce mai a capire cosa ci sia dentro… e quindi? Dai che ve lo spiego!

cous cous

Il mio cous cous è fatto di pochissimi ingredienti, però, cucinati tutti a parte e solo dopo uniti. Questo metodo fa in modo che ogni ingrediente abbia la sua giusta cottura e che il sapore non sia coperto durante la preparazione.  Tagliate le carote a piccoli dadini e fatele saltare in padella con l’olio, la cottura dovrete farla in due tempi, nella prima parte le farete saltare a fuoco alto in modo che lo zucchero che contengono si caramellizzi e poi terminate di cuocerle a fuoco basso così non bruceranno. Passate poi a preparare le zucchine di cui userete solo la buccia, lavandola molto bene prima dell’uso, anche e soprattutto se è un prodotto è biologico, mi raccomando! Tagliatela spessa almeno di un cm. e poi a dadini come avete fatto per le zucchine. Saltatele con l’olio a fuoco alto continuando a spadellarle, non devono cuocere tanto, giusto il tempo che si ammorbidiscano e prendano un bel colore.

cous cous Il terzo ingrediente, fondamentale, per il mio cous cous sono i pomodori secchi, assolutamente indispensabili secondo il mio gusto personale, infatti, conferiscono al piatto una marcia in più e mi danno la possibilità di non usare il sale… tagliateli a dadini più piccoli rispetto alle carote e alle zucchine, proprio perché salati è meglio che siano più amalgamabili. Questi non dovrete cuocerli bensì andranno direttamente così nel cous cous. Le nocciole sono un ingrediente un po’ particolare, è vero, ma quando assaggerete questa ricetta, capirete che è quell’ingrediente in più che prende per mano tutti gli altri. L’ho provato anche senza, ma sembrava che gli mancasse un qualcosa, quindi ho aggiunto vari tipi di ingredienti, ma nessuno sembrava fosse quello giusto… poi l’incontro con le nocciole ha completamente cambiato il piatto conferendogli l’intonatura giusta! Non tritatele, bensì a coltello cercate di tagliarle finemente, in modo che siano un po’ più grandi del cous cous.

cous cous

Infine il cous cous, ne troverete di tantissimi tipi, dal piccolo al grande, da quelli già precotti a quelli da cuocere. Sotto questo punto di vista decidete voi quale usare in base al vostro gusto personale e alle vostre tempistiche. Io per curiosità li ho voluti provare tutti, perché volevo capire la loro peculiarità e quale mi fosse più consono come gusto e preparazione.  Ognuno ha una cottura diversa, sulle confezioni troverete le spiegazioni. Quello più semplice è aggiungere dell’acqua calda al cous cous e coprirlo, però l’acqua deve essere misurata giusta per la dose di cous cous sennò s’impregnerà troppo e non sarà bello sgranato, viceversa con poca acqua sarà troppo duro.

cous cous

Dopo che avrete preparato il cous cous versateci un cucchiaio di olio e sgranatelo con una forchetta, infatti, queste perline non dovranno attaccarsi l’una all’altra. Versate le zucchine con il loro relativo sughetto, le zucchine e i pomodori, infine le nocciole. Spesso faccio tante verdure saltate e poi creo delle mini porzioni da congelare, in modo da avere sempre a portata di mano la possibilità di fare un cous cous dell’ultimo momento. Questa è il Cusa l’è cusa l’è, la mia ricetta del cous cous, ma voi provate a farne di tutti i tipi e con i più svariati abbinamenti, come dico sempre spazio alla vostra fantasia e creatività in cucina!



INGREDIENTI: (Ricetta per 4 persone)
Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: meno di 30 min.

Olio extravergine di oliva a piacere
2 Zucchine
280 gr cous cous
4 carote
50 gr pomodori secchi
80 gr nocciole


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Risotto al branzino

19 settembre 2013
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risotto branzino

Questa ricetta è una di quelle che nascono dal frigorifero vuoto…. ovvero un unico branzino, due zucchine e un po’ di riso per due persone affamate! Ovviamente ci ho fatto il risotto e posso dirvi che a volte la semplicità rimane la carta vincente, il gusto è buonissimo, i sapori si sposano molto bene, insomma devo farvi avere la ricetta! risotto

Sfilettate il branzino e usate gli scarti per farci un brodo, sarà con quello che allungherete il risotto. Tagliate le zucchine a dadini e fatele rosolare con l’olio aggiungendo uno spicchio d’aglio e i filetti di branzino. Non devono cuocere troppo giusto una scottata da una parte e poi dall’altra, infatti, finiranno la loro cottura durante la mantecatura. Levate l’aglio e i filetti, una volta raffreddati fateli a pezzettoni. Nella pentola lasciate le zucchine e a questo punto inserite il riso per tostarlo. Usate il brodo ottenuto dai resti del branzino filtrandolo attraverso un colino perché qualche lisca è possibile che si stacchi durante la cottura e fidatevi non sarebbe simpatico averla in un risotto. risotto

Per fare questo risotto io ho usato il riso Carnaroli quindi la cottura è durata circa 20 minuti. Quando sarà cotto levate la pentola dal fuoco e aggiungete i pezzi di branzino, il calore del risotto finirà di cuocerli, salate e pepate a piacimento e servite in tavola. Come dicevo all’inizio della ricetta, i sapori si sposano davvero bene e sicuramente usare un brodo fatto con lo stesso pesce, conferisce al risotto una marcia in più!

risotto



INGREDIENTI: (Ricetta per 2 persone)
Difficoltà: media
Tempo di preparazione: massimo un'ora

Pepe a piacere
2 cucchiaini di Olio extravergine di oliva
Sale a piacere
1 Spicchio di aglio
160 gr Riso Carnaroli
1 Branzino
2 Zucchine


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Cuor di Pollo

9 settembre 2013
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pollo marinato

Carissimi! Siete tornati proprio tutti dalle vacanze oppure c’è ancora qualcuno che se la sta godendo a mille? Noi siamo stati fermi a causa di un “piccolo grande” incidente avuto da Marco, dico piccolo perché ovviamente poteva anche andare peggio, dico grande perché starsene con il gesso nei mesi estivi non è proprio una passeggiata! Ovviamente per la maggior parte del tempo siamo stati nella splendida e incantevole Valbrona, godendoci il fresco e la quiete, ma questo ha anche comportato il completo allontanamento dal computer. Tranquilli, ho preso nota di tutto e quindi ho tantissime ricette che vi farò vedere di questo periodo estivo, diciamo che sarà un po’ un modo per non far finire l’estate!

pollo alla griglia

Oggi vi faccio vedere il mio “Cuor di Pollo”, che potrebbe sembrare un semplice petto di pollo alla griglia, invece dovete sapere che è stato marinato tutta una notte e poi “accarezzato” durante la cottura…infatti, questa ricetta si basa sul grandissimo potere della carne di assorbire i sapori sia da cruda che durante la cottura, vedrete, vi piacerà e vi chiederete come avete fatto a mangiare un pollo diverso da questo? …ma procediamo con la ricetta! Tagliate un petto di pollo a metà, levate l’ossicino e poi tagliate ogni parte ancora a metà, partendo dalla parte più alta della carne verso il centro, ma non fino alla fine, in modo da ottenere la classica forma del cuore.

pollo

Una volta tagliato fatelo marinare per tutta la notte con olio, succo di limone, miele e salvia. Dovrete ottenere una specie di salsa con cui cospargerete il pollo. (Nelle tempistiche ho messo entro 1/2 ora, perché di “vera” preparazione ci vuole questo tempo, ovviamente la notte non la considero). Il giorno dopo sistemate la carne sulla griglia e appena avrà preso un bel colore dorato incominciate a spennellarla con un mazzetto di rosmarino che dovrete intingere nella salsa di birra. Questa la otterrete mescolando la birra con sale, pepe, paprika dolce, aglio, chiodi di garofano, timo e peperoncino. Il procedimento migliore per farla è mettere la birra dentro una ciotola e aggiungere man mano gli ingredienti mescolando con il “pennello” di rosmarino.pollo A questo punto in molti si chiedono quanta ne bisogna mettere sul pollo, tranquilli, il trucco è che ne serve giusto quanto il “pennello” di rosmarino riesce a trattenerla. E’ un accarezzamento, quindi qualche spennellata man mano che la carne verrà cotta. Il bello di questa ricetta è che il petto di pollo, che in genere è una carne molto asciutta, sarà invece morbidissimo e con una crosticina succulenta. Ovviamente se siete a dieta e avete la possibilità di cucinare alla griglia questo è il pollo che fa per voi!

 



INGREDIENTI: (Ricetta per 2 persone)
Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: meno di 30 min.

4 cucchiaini di Olio extravergine di oliva
4 Rametti di rosmarino per creare il pennello
Un pizzico di Peperoncino
1 cucchiaio di Timo fresco
4 Chiodi di garofano
1 Spicchio di aglio
1 cucchiaio di Paprika dolce
sale e pepe a piacere
1 tazza di Birra
1 cucchiaino di Salvia fresca tritata
1 cucchiaino di Miele
2 cucchiaini di Succo di limone
2 Petti di Pollo


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Carpaccio di albicocche e bresaola

19 luglio 2013
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carpaccio

Carpaccio di albicocche e bresaola. Sembrerà un abbinamento un po’ particolare, è vero, ma lo sapete, io sperimento tantissimo in cucina, non per niente mi chiamano la cuoca creativa! Con il caldo io tendo a mangiare più frutta possibile e naturalmente cerco di infilarla in qualsiasi ricetta. Il fatto di abbinare gli affettati alla frutta non dovrebbe sembrarvi così strano, vi ricordo che siamo la patria del classico “prosciutto e melone” e che effettivamente quest’ultimo, all’estero risulta essere un po’ azzardato, un po’ come per alcuni nazionali risulta essere azzardato servire della carne con la marmellata, ma come avrete capito, per me, la cucina è sempre stata fonte e ispirazione di creatività. Passiamo a questa ricetta, la trovo ottima anche per chi, all’interno della dieta, deve mangiare la bresaola e vuole renderla gradevole alla vista e non trovarsi nel piatto 4 fette tristi! Effettivamente la bresaola ha sempre questo aspetto un po’ piatto, schiacciato, pressato, volevo darle più movimento, quasi farla respirare! Quindi mi son detta, perché non aumentare il volume della bresaola unendola alla freschezza delle albicocche? e così ho fatto e devo dire che wow che super mega abbinamento! La ricetta come avrete capito è molto facile infatti dovrete solo tagliare le albicocche in fette sottili per poi creare degli strati con le fette di bresaola. Le fette di albicocche, fatele marinare nell’olio, limone e pepe, vi consiglio di usare un misto di pepe e dell’olio al basilico, ma se non l’avete usate tranquillamente dell’olio extravergine di oliva, andrà benissimo. La marinatura dovrà durare giusto il tempo di posizionare le vostre fette di bresaola nel piatto, quindi oltre che essere estremamente facile è anche molto veloce come ricetta non trovate? Dovete sapere che ho voluto provarla anche con altri affettati e… hmm de gustibus, per me chi vince sono loro due, la bresaola e l’albicocca, ma voi sbizzarritevi e spazio alla creatività in cucina!

 carpaccio

carpaccio



INGREDIENTI (Ricetta per 1 persona)
Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: meno di 15 min.

100 gr Bresaola
2 Albicocche
Pepe a piacere
2 cucchiai di Olio extravergine di oliva
Olio al basilico
Limone


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… pensando alle ferie mi faccio la Tartare alla messicana!

12 giugno 2013
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tartare

Le ferie sono ancora lontane, ma al momento mi accontento dei ricordi. Dovete sapere che quando siamo stati in Messico abbiamo mangiato davvero bene e soprattutto al di fuori dei circuiti turistici c’è un mondo culinario davvero fantastico! Contrariamente a quello che tutti pensano l’avocado (aguacate) lo usano per creare mille ricette e non di certo solo il famosissimo Guacamole, quindi eccomi con una delle tante versioni di tartare che adoro. Come tagliare la carne, quale tipo e con cosa, lo trovate scritto qui, invece per la ricetta continuate a leggere. Scavate la polpa dell’avocado e schiacciatela con pepe nero, limone e peperoncino, non frullatela con un robot bensì schiacciate e amalgamate con la forchetta, in modo da mantenere le fibre dell’avocado intatte, ne ricaverete sia in gusto sia in consistenza. Personalmente considero l’avocado come se fosse il burro della frutta e spesso lo uso come tale, per esempio per “imburrare” dei toast caldi con fettine sottili di tonno fresco e cetriolini (ma di questo ve ne parlerò un’altra volta!) In questa ricetta quindi non uso l’olio, bensì la parte “grassa” per modo di dire la ottengo dall’avocado, quando lo assaggerete con la carne sentirete come l’avvolge facendone risaltare ancora di più il sapore. tartare messicoHo provato a fare questa versione anche con il succo del lime, ma copriva un po’ troppo gli altri gusti, quindi vi consiglio il limone, quello che invece potete provare a cambiare è il peperoncino, se non desiderate il piccante, anche se leggero, provate a usare la noce moscata, lega molto bene con l’avocado e la carne avrà un sapore molto più corposo.  Infine, sia per guarnizione sia per avere una parte croccante ho messo un ciuffetto di spinaci novelli e su questi magari un filo di olio extravergine di oliva ci sta proprio bene, l’importante è non abbondare per non coprire troppo i sapori delicati degli ingredienti.

Naturalmente la tartare è un piatto da fare e mangiare subito, perché la carne tende a ossidare prendendo un colore non proprio bello e perdendo sicuramente in gusto. Se ne dovete fare tante vi consiglio di preparare la carne per ultima in modo da accorciare il più possibile il tempo dell’esposizione all’aria. Prima di darvi gli ingredienti vi racconto una curiosità, dovete sapere che gli avocados sono chiamati anche le “pere dell’alligatore”, è un nome dovuto all’etimologia della parola “avocado” e alla forma di questo frutto, invece il richiamo all’alligatore è dovuto alla sua buccia molto irregolare e dal colore verde come quello degli alligatori… quindi se un giorno vi offrissero le pere dell’ alligatore, almeno saprete che vi stanno offrendo del buonissimo avocado!tartare messico

INGREDIENTI

Carne magra di manzo

Polpa di avocado

Pepe nero

Succo di limone

Peperoncino

Spinaci novelli


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