Convivio in Piazza

10 settembre 2015
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Convivio in piazza

Convivio in piazza, già solo dal nome si intuisce che è una cosa bella vero? Quindi, quando mi hanno chiesto di gestire un punto ristoro vegetariano e vegano presso questo evento, potevo mai dire di no?

convivio in piazza

Partiamo dalla location, dire piazza è davvero riduttivo, perché la Piazza di Rivolta d’Adda è una delle più belle che io abbia mai visto.

basilica convivio in piazza

La sua conformazione è molto particolare, infatti la splendida basilica di Santa Maria Assunta e San Sigismondo, oltre che all’altissimo campanile, si trovano esattamente al centro di questa piazza lasciando uno spazio tutto intorno davvero caratteristico. Se ne volete sapere di più vi consiglio di visitare questo sito da cui provengono queste splendide foto della basilica e di alcuni interni http://www.basilicadirivoltadadda.it/ Ma fidatevi, la cosa migliore è andare a visitarla di persona.

convivio in piazza

Procediamo con il Convivio, innanzitutto questa era la sua quinta edizione, quindi potete ben immaginare quanto successo abbia avuto questo evento e quanto sia valido e ben organizzato per poterlo riproporre con il passare del tempo. Durante la prima edizione sul sito dell’ASCOM si leggeva: “La proposta culinaria accorda insieme la lunga esperienza in ristorazione dei proprietari con l’estro della sperimentazione: ciò che ne nasce è un menu “tradizional-creativo”, capace di sposare i sapori più tradizionali della cucina regionale e padana con le più eterogenee suggestioni etniche e fusion, da tutto il mondo” http://www.ascomcremona.it/articolo.php?id=ART0000000305 Come avrete ben capito, come cuoca creativa, non potevo mancare ad una serata di questo tipo, anche perché con l’inserimento del punto ristoro vegetariano e vegano l’offerta culinaria è stata a 360° e rivolta a tutti i palati.

A proposito di offerta culinaria, ecco i menù dei fantastici ristoratori per il Convivio in piazza della V edizione, compreso il mio!

menù convivio in piazza

…ma vediamo un po’ nello specifico cosa ho preparato, partendo dagli antipasti che ho chiamato “I 3 Sorrisi”

antipasto I 3 sorrisi V convivio

Li ho chiamati così perché mentre li ho creati e ideati sorridevo, ma soprattutto sorridevano le mie amate “cavie culinarie”, ovvero amici che si prestano a provare tutti i miei esperimenti in cucina. Come antipasti ho voluto preparare dei cestini ripieni di maionese vegana con cruditè di verdure, come il sedano, la carota e i fagiolini, sì, crudi pure loro. E’ un modo di mangiarli un po’ particolare per noi in Italia, ma per esempio nei paesi anglosassoni li mangiano più crudi che cotti, quindi ho pensato che fosse una bella idea. In molti si sono complimentati per la maionese vegana, perché in molti casi la fanno che sa troppo di senape, oppure olio, oppure limone… insomma sembra proprio che la mia fosse buona e questo è il miglior complimento.

panzerotti per convivio

Poi ho voluto proporre uno dei miei grandi amori e cioè i lievitati! Ho scelto di fare dei panzerottini al forno con un ripieno alquanto singolare, come cavolo cappuccio bianco, uvetta e songino, credetemi nell’insieme si sposa perfettamente!

   lievitatura panzerotti per v convivio

Come tutti i miei lievitati sono stati fatti con pasta madre e con una lievitazione di minimo sei ore, perché non metterò mai di ricordarlo, il lievito deve poter crescere all’aria, non dentro al vostro stomaco. Infine ho preparato dei cracker al rosmarino con della crema ai ceci, buoni e croccanti, anche questi fatti con pasta madre e ovviamente rosmarino bio, come tutti gli ingredienti che normalmente uso per le mie preparazioni.

Passiamo ai primi, ovvero alle V.I.C. Very Important Crespelle.

crespelle x convivio

Le ho chiamate così perché fin da subito avevo in mente di fare un primo importante, sia come porzioni, ma anche come ripieno, infatti le ho farcite con tantissime verdure di stagione oltre che avvolgerle letteralmente in una vellutata besciamella vegana. Ecco piu’ che altro forse ne avrei dovute fare molte, moltissime in più, visto che sono state letteralmente spazzolate!!!

crespelle vegane

Come secondo ho voluto proporre le mie PALM, ormai una ricetta consolidata negli anni e una di quelle che mi vengono più richieste per i catering.

polpette amaranto

PALM è l’abbreviazione di Polpette di Amaranto e Legumi  e Mais, io adoro dare questi nomi ai miei piatti, è divertente e rende l’idea con quali ingredienti sono preparati.

impiattamento palm

Questa volta le ho accompagnate ad una salsa di mais e a delle verdurine con cavolo cappuccio bianco e carote, condite con un condimento a base di olio extra vergine di oliva, olio e capperi.

polpette amaranto per convivio in piazza

Oltre i piatti sopra descritti ho voluto portare anche i miei tè, perché ho pensato che sarebbero stati ottimi come apertura per la cena oppure come digestivi e grazie al Bar Speziali del mitico Claudio sono stati distribuiti.

te' x convivio

I numeri che ci avevano prospettato si aggiravano intorno ad un’affluenza di circa 2mila persone, ma ci sembra di averne viste molte, moltissime di più di persone viste le lunghe file davanti al nostro punto ristoro. Abbiamo impiattato a ritmi da supereroi :)

impiattamento palm x convivio

Abbiamo iniziato alle 19 e finito tutte le nostre portate alle 21,30 circa, in tutto questo voi penserete chissà che sfacchinata (sì anche) ma la verità è che tutto il lavoro prima, durante e dopo è stato abbondantemente ricompensato dai tantissimi complimenti ricevuti, dai sorrisi che ci hanno regalato, da quelli che tornavano per dirci: “era tutto buonissimo”, dagli affezionati che si sono gustati i bis, da quelli che mi hanno detto che dovrei assolutamente aprire un ristorante, dai tantissimi che si sono già prenotati per i miei prossimi corsi di cucina, dalle persone che mi hanno già contattata per dei catering…

Rivolta-dAdda

Come avrete ben capito io ne sono rimasta entusiasta, ho lavorato fino all’ultimo con una carica di energia positiva e felicità che mi sono rimaste addosso.

 Syl al convivio

Dovete sapere che dietro ad un’organizzazione straordinaria come questa c’è sempre tantissimo lavoro, fatica, capacità di empatia con le problematiche altrui e un problem solving innato. Se è filato tutto liscio, per le attrezzature, la corrente, l’acqua, la pulizia, i vassoi, i tavoli, le sedute, la musica e tutto quello che può esserci dietro ad un evento di tale portata, ecco  quindi che bisogna pur ringraziare qualcuno e chi se non il primo cittadino? Infatti per tutto ciò bisogna ringraziare un sindaco straordinario, Fabio Calvi a cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti, e a un’amministrazione comunale che dovrebbe insegnare il proprio metodo di lavoro a tutti i comuni d’Italia vista l’efficienza dimostrata. Naturalmente un grazie all’associazione UNArivolta, alla mitica giornalista Silvia Tozzi e ovviamente alla cittadinanza di Rivolta d’Adda! E se non fossero bastate le cose belle appena descritte, ecco anche le magliette, che ci hanno regalato, a testimoniare la super organizzazione di questo evento :)

magliette convivio

E infine un grazie al mio compagno di vita e di avventure Marco, senza di te, dietro le quinte, io non riuscirei mai a salire con il sorriso sul palcoscenico della vita!

convivio

 Buona Convivialità a tutti!


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Il passato artistico

18 settembre 2014
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Il passato artistico

Il passato artistico. questa ricetta è praticamente un ricordo della mia infanzia, infatti da bambina non gradivo gli omogeneizzati, si vede che ero già per i preparati home made e poco orientata ai prodotti industriali, cosí la mia mamma mi preparava dei fantastici passati di verdure. Certo non erano così colorati e nemmeno disegnati, ma erano buonissimi!

crema di verdura

Crescendo non ho mai smesso di mangiarli e man mano ho iniziato a renderli sempre piú artistici e personalizzati. Nelle foto che vedete ho fatto un passato di carote arancioni, carote nere ed erbette.

passato di erbette e carote

Usando questo modo di fare i passati di verdura ho tenuto tantissimi corsi di cucina per i bimbi e con grande soddisfazione direi (soprattutto dei genitori) infatti i bimbi li adorano perché li possono “disegnare” a loro piacimento per poi mangiarli!

Il passato di verdura artistico

Tanto sono piaciuti anche ai grandi che mi hanno chiesto di partecipare all’iniziativa di #donnamoderna per #unaricettaperlavita e a #igersmilano #consylincucina

disegnare con la verdura

Ma passiamo alla ricetta, vedrete il procedimento è semplicissimo, basta far cuocere a vapore le verdure e poi frullarle con un poco di olio, aggiungete a piacimento sale e pepe…e basta! La scelta di utilizzare la cottura a vapore deriva anche dal fatto che usando verdure tutte diverse anche nei colori, durante una lessatura i colori si sarebbero mescolati tra di loro, ma non solo, infatti la cottura a vapore vi da modo di non disperdere nell’acqua molte sostanze nutrienti delle verdure. Io ho scelto questi tre tipi, ma naturalmente potrete sbizzarrirvi con tutte le verdure che volete.

passato di verdura

Usate anche i legumi e create colori e disegni personalizzati, i bimbi che non amano molto le verdure si divertiranno a “disegnare” il loro piatto…e fidatevi pochi di loro rinunciano a mangiarlo! Ma come vedete dalle foto, potete anche creare un piatto molto ricercato e particolare… sicuramente stupirete i vostri ospiti! Potrete anche decorarli con cereali e semenze, oppure come ho fatto ultimamente io creando dei crostini colorati sempre con le verdure, renderanno il vostro piatto più strutturato e ovviamente con una marcia in più. Mi raccomando utilizzate sempre verdure di stagione, questa è la vera differenza tra un piatto solo bello e un piatto buono, sano e bello.

 

 


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Riso con fiori di salvia

4 giugno 2014
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riso con fiori di salvia

Riso con fiori di salvia, a vederlo sembra quasi un cappello di quelli inglesi, quelli che richiamano l’inizio della primavera e che ogni Lady dovrebbe avere nella propria cappelliera, ma invece è un semplicissimo riso basmati con latte di salvia e i fiori di questa fantastica erba aromatica. Appositamente non ho scritto risotto, ma solo riso, perché la preparazione non è da risotto.

riso con fiori di salvia

Questa ricetta era all’interno del Restaurant Day durante la “Cena degli Intolleranti” e qui l’ho riproposta da sola senza le varie salse di accompagnamento, per quelle dovrete aspettare un po’ , ma abbiate pazienza posterò presto la ricetta. Tornando al riso, sicuramente la domanda che vi state facendo è in merito al latte di salvia, ma che cos’è? Come ben sapete vengo influenzata tantissimo dalle  cucine dei paesi che ho visitato, e sempre di più sto seguendo l’influenza dei sapori “primari” ovvero cerco di non inserire in nessuna ricetta gli esaltatori di sapidità, come il sale o affini, questo perché il gusto (ma bisogna abituarcisi) ne guadagna appieno.

fiori di salvia

Per questo motivo sto cercando di insaporire i miei piatti con i sapori “forti” che posso trovare nelle erbe aromatiche, e in questo caso la salvia. Per ottenere il latte alla salvia ho fatto marinare le foglie di salvia nel latte di soia (oppure a vostro piacimento nel latte normale), per una notte intera, questo dopo averlo portato a temperatura di 50° per tre volte. Dovrete poi mixare tutto insieme, filtrandolo alla fine con un colino. Questo è il condimento per il riso basmati, quindi una semplice cottura e se volete la messa in forma, per poi versarci sopra il latte di salvia e decorare con gli splendidi fiori violetti.

fiori di salvia

Come vedete i fiori li ho presi dalla mia pianta di salvia, sono molto buoni, ma non aspettatevi un sapore così marcato come le foglie, anzi i fiori sono molto più delicati. Se desiderate farci delle guarnizioni, ma avete paura che appassiscano immergeteli nella gelatina, io per “La Cena degli Intolleranti” ho però voluto usare fiori freschi perché la gelatina contiene glutine, ma voi divertitevi pure con le varie decorazioni!

fiori di salvia



INGREDIENTI: (Ricetta per 2 persone)
Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: meno di 30 min.

foglie di salvia a piacere
160 riso basmati
1 tazza di latte di soia
fiori di salvia a piacere


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Canederli

30 maggio 2014
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Canederli

I Canederli sono un piatto che in molti reputano invernale, ma secondo me è più da riciclo in cucina che stagionale! Ho voluto farli per l’iniziativa del Restaurant Day inserendoli come uno dei tanti piatti della Gastronomia Casalinga, e che dire? Sono quelli che hanno avuto maggior successo, per carità non che non abbiano prenotato anche tutto il resto, ma questi sono davvero andati letteralmente a ruba! Ho scelto di farli perché avevo tantissimo pane raffermo (avanzato da un corso di cucina che avevo fatto, mica potevo buttarlo no?) e quindi perché non fare i Canederli?

Canederli

Andiamo in cucina che vi spiego come li faccio io. Diversamente dalle altre ricette, il pane non lo lascio ammorbidire nel latte, non chiedetemi perché ma personalmente mi risulta troppo stopposo alla fine,  preferisco invece che assorba man mano l’umidità degli altri componenti. Quindi in una grande ciotola spezzetto il pane, e a parte faccio rosolare nel burro dello speck tagliato a dadini con un po’ di cipolla, deve rosolare leggermente quindi fatelo a fuoco basso. In un’altra ciotola sbatto uova, latte,  pepe, sale ed erba cipollina tagliata finemente. Ora non so voi, ma io adoro quei pezzettini di formaggio filante che si sciolgono all’interno dei canederli, molti non lo mettono il formaggio all’interno, perché sarebbe “troppo”, io invece lo adoro! Quindi in base alle vostre scelte inserite o meno il formaggio all’interno dell’impasto, io uso un formaggio filante come la fontina, ma siete liberissimi di usare quello che volete, magari non la mozzarella che risulterebbe troppo acquosa.

Canederli

Versate quindi il formaggio tagliato a dadini sul pane, poi il latte con le uova, e alla fine lo speck con la cipolla, mescolate l’impasto in modo che tutti i componenti si possano amalgamare per bene e lasciate riposare per almeno 4 ore coprendo con la pellicola. Una volta passato questo tempo potete preparare i canederli, facendo delle semplicissime palle con l’impasto, non fateli troppo piccoli, tenete conto che a persona ne andrebbero serviti due massimo tre, poi vabbè questa regola in casa nostra non viene applicata, e sinceramente non l’ho applicata nemmeno durante la “Gastronomia Casalinga”!

Canederli

Se li trovate troppo duri aggiungete un po’ di latte, viceversa un po’ di farina, ma non esagerate con nessuno dei due. Dopo averli riposti su un vassoio lasciateli riposare ancora un po’ e poi potrete lasciarli cadere in acqua bollente e aspettare la risalita. Io ho voluto condirli con una fonduta di formaggio e petali di bacon croccante, ma naturalmente sono ottimi anche in brodo e con altri sughi, per esempio con i funghi porcini. Il bello dei canederli è che potete tranquillamente surgelarli in modo da averne sempre di scorta, quindi vi lascio le dosi per farne un bel po’, ovvero per almeno 20 persone!!!!



INGREDIENTI: (Ricetta per 20 persone)
Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: massimo un'ora

Pepe a piacere
1 kg pane raffermo
1 cucchiaino di erba cipollina
1 cipolla
450 gr Speck
1 lt latte
Sale a piacere
3 uova
burro a piacere
400 gr formaggio fontina


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Gastronomia Casalinga

13 maggio 2014
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gastronomia casalinga

L’idea di fare una “Gastronomia Casalinga” mi è venuta in mente da una lamentela che sento spesso… e cioè le persone si lamentano che in gastronomia trovano sempre le solite cose. Effettivamente anche a me piacerebbe provare cose diverse, senza per forza andare in un ristorante caratteristico, in modo da poter degustare sapori particolari, azzardi culinari e perché no ricette tradizionali rivisitate… quindi mi son detta perché non farle io? Ecco quindi che dall’idea nasce l’evento vero e proprio! Naturalmente da inserire nell’iniziativa del Restaurant Day e cosa ve lo dico a fare? è ovvio che  siete tutti invitati!!! Ma cosa ci sarà? A che ora sarà? Come funzionerà? Quanto costerà? Dove sarà? E bla bla bla …

Tranquilli di seguito tutte le informazioni!

La Gastronomia Casalinga sarà aperta dalle 12.00 alle 14.00 in modo da creare la massima elasticità di orario, l’idea è che possiate tranquillamente venire a prendere quello che desiderate e portarlo via, ma se invece deciderete di fermarvi a mangiare da me ovviamente sarete graditissimi ospiti!

Come in ogni gastronomia che si rispetti, ci sarà di tutto un po’, in modo da andare incontro ai vari gusti ed esigenze alimentari e ogni pietanza avrà la sua nota descrittiva con gli ingredienti che sono stati usati. Ovviamente prediligo e cucino con prodotti BIO e a km 0, per questo motivo la mia spesa la farò solo con questi prodotti e comprando ottime materie prime dalle vicine cascine.

 gastronomia casalinga

Le ricette che troverete sono le seguenti:

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Canederli in fonduta di formaggio

Cous cous Veg

Pollo della Syl in compagnia del Riso Basmati (piatto unico)

Filetto di maiale marinato abbinato alla purea di mele (piatto unico)

Insalata di frutta e verdura

Quiche con pomodori secchi

Patate alla paprika dolce

Tiramisù alla menta

Muffins di cioccolato con cuore di caramello

.

Non essendo una “vera” gastronomia bensì un evento del Restaurant Day, avrò bisogno della vostra prenotazione in modo che il cibo non vada sprecato e che tutti possano avere la loro giusta porzione.

Per altre informazioni e per le prenotazioni scrivete a consylincucina@gmail.com

Vi aspetto!


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Restaurant Day – My Second Edition

10 maggio 2014
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Restaurant Day

Dopo il grande successo del “mio” primo Restaurant Day… Sabato 17 maggio lo rifaccio!!!!  E dopo essermi confrontata con tantissime persone ho deciso che anche per questa edizione creerò due eventi, questo perché io adoro cucinare più cose quindi perché non farlo con due eventi diversi?

Il primo evento sarà una “Gastronomia Casalinga”, preparerò un po’ di tutto e di più per il pranzo e voi potrete passare a prendervi quello che vorrete. Poi deciderete se portarlo via per mangiarlo tranquillamente a casa vostra, oppure se vorrete gustarvelo serenamente mangiando comodi a casa mia, magari scambiando quattro chiacchiere con gli altri ospiti. Naturalmente per soddisfare tutte le richieste vi chiederò di darmi una conferma, in modo che il cibo non vada inutilmente sprecato e che tutti possano avere le giuste porzioni prenotate.

Il secondo evento “La cena degli Intolleranti”, sarà una cena dove il tema della serata avrà come ospite principale le intolleranze alimentari. Naturalmente anche per la cena vi chiederò la prenotazione, specialmente perché ci saranno più ricette studiate in base alle differenti intolleranze. Per la cena si userà la formula BYOD “Bring Your Own Drink” (portate voi quello che volete bere)

Come sempre verrà richiesta un’offerta che servirà a coprire le spese degli ingredienti comprati e delle stoviglie utilizzate.

Restaurant Day

Ed ecco la mia spiegazione del perché questa iniziativa mi entusiasma così tanto!

Cioè perché io lo voglio fare e perché voi dovreste partecipare al mio Restaurant Day oppure farne uno vostro e magari insieme andare presso tutti gli altri che spero vorranno aderire a questa fantastica iniziativa?

Semplicemente perché si tratta di condivisione di tempo, cibo, spazio; la filosofia non è quella del ristorante dove si lavora per “guadagnare” bensì lo si fa e si partecipa per stare in compagnia, per incontrare persone interessanti, alcuni hanno incontrato pure l’amore!

Io personalmente lo faccio per condividere la mia passione gastronomica con gli altri… insomma non vi resta che provare aprendo un vostro Ristorante per un giorno oppure provando i tanti Restaurant Day che man mano vedrete spuntare sulla mappa del sito!

Per qualsiasi ulteriore informazione e per le prenotazioni potete scrivermi a consylincucina@gmail.com

Vi aspetto!


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Polenta concia (uncia) una ricetta tramandata da generazioni

19 febbraio 2014
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polenta concia

La polenta concia oppure polenta uncia (dipende in quale zona d’Italia siete) è una ricetta tramandata da generazioni in casa nostra, e infatti lo Chef Marco è stato allievo della mamma  e della nonna, che a loro volta hanno appreso questa ricetta dalle loro mamme e nonne. L’abbiamo scelta come piatto principale durante la Smile Dinner, all’interno dell’iniziativa del Restaurant Day. Quando abbiamo pensato al menù ci siamo orientati più che altro al tipo di ospiti che avremmo avuto, infatti ci sarebbero stati molti ospiti stranieri e abbiamo reputato molto bello fargli assaggiare un piatto della tradizione Lombarda. E’ una ricetta molto semplice e di stampo paesano, ma con dei passaggi ben precisi e gli ingredienti devono essere di ottima qualità sennò il piatto ne risente. Per questo motivo lo Chef Marco in persona è andato nella sua bella Valbrona (LC) a prendere tutti gli ingredienti necessari.

polenta concia

Il burro è stato preso in una cascina, è quello buono, giallo e profumato, lo si sente dal sapore che è assolutamente di gran qualità. La farina è quella gialla di mais, bramata oro, e il formaggio usato è la Formaggella, un tipico formaggio semigrasso Lombardo preso dal formaggiaio di fiducia, lo stesso che ci fornisce il mix giusto per i pizzoccheri (ma quella è un’altra storia e un’altra ricetta, presto ve la farò avere!). Una volta presi questi fantastici ingredienti non fate l’errore di cuocere la polenta in qualsiasi pentola, bensì deve essere usato il paiolo.

paiolo per polenta

Per una buona riuscita della polenta il paiolo è fondamentale, soprattutto se è di rame, ma va benissimo anche quello in alluminio. Le altre pentole non danno modo di creare la crosta, importantissima per una buona cottura della polenta. Certo sarebbe fantastico poterla cuocere su un fuoco di legna, magari un camino, così la polenta potrebbe anche prendere l’aroma del legno e del fumo, purtroppo nelle nostre cucine moderne questo non è possibile così accontentiamoci di usare ingredienti di ottima qualità. Andiamo ai fornelli che vi spiego la procedura. Fate bollire l’acqua che avrete salato e poi versate la farina a pioggia mescolando molto bene con una frusta, questo eviterà la formazione dei cosiddetti “fraticelli”, ovvero delle bolle di farina non mischiata con l’acqua che non cuocerebbero e arriverebbero in bocca ai vostri commensali con un effetto decisamente sgradevole.

polenta concia

Ottenuto un impasto omogeneo e semiliquido continuate a mescolare con un cucchiaio di legno fino alla cottura completa della polenta, ci vorranno 40/60minuti a fuoco medio. Lo Chef Marco scrive: “se la polenta dovesse essere troppo dura allungare con del latte, se viceversa dovesse essere troppo morbida aggiungere del pangrattato, ma mai usare la farina per addensare, infatti la farina aggiunta resterebbe cruda”. A cottura ultimata l’ideale sarebbe versare la polenta su un tagliere di legno e poi, utilizzando un cucchiaio, trasferirla in una marmitta alternando cucchiaiate di polenta e strati di formaggio.

polenta concia

Ultimato il trasferimento versate sopra il composto il burro che deve arrivare ad essere di colore bruno (ma mi raccomando non lo bruciate!), questa operazione serve per completare la fusione del formaggio. La tradizione vorrebbe che la polenta uncia la si mangiasse tutti insieme direttamente dalla marmitta!

polenta concia



INGREDIENTI: (Ricetta per 6 persone)
Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: massimo un'ora

2 lt acqua
200 gr burro
500 gr farina di mais
400 gr formaggella


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Cucinare con le erbe selvatiche come il Parùch

21 gennaio 2014
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Tagliolini con parùch porri e casolèt

Cucinare con le erbe selvatiche come il parùch? Anzi fare dei tagliolini con parùch porri e casolèt?… non avete mai sentito parlare del Parùch? e del Casolèt?… e nemmeno del Buon Enrico? … se amate la montagna come la amo io sicuramente li conoscerete! Il Parùch o come lo chiamano in molti il “Buon Enrico” lo potete trovare dai 200 ai 2100 mt vicino alle baite, ma soprattutto lo troverete nei pressi delle malghe. Però, io che amo andare a zonzo, sia per monti sia alle sagre, l’ho trovato alla Festa della Montagna ! Le foglie e il sapore si avvicinano a quello degli spinaci infatti alcuni lo conoscono come spinacio selvatico e altri come Farinel. Questo che vedete in foto è un pesto, ma potete cucinarlo come meglio credete, è fantastico nei ripieni e nelle polpette e ovviamente per farci un abbinamento come quello che vi sto proponendo! Il Casolèt invece è un formaggio anche lui buono buono e lo potete trovare in Trentino, ma anche questo l’ho preso durante la mia gita alle festa della Montagna…. ma, finito il vasetto come si fa? Eh beh, lo si rifà! Dai andiamo in cucina che vi faccio vedere come cucinare con le erbe selvatiche come il Parùch e ottenere un pesto buonissimo! (ovviamente al momento non lo troverete, ma quando inizierete ad andare a fare le passeggiate saprete già come prepararlo!) Tritate i porri e fateli appassire in una padella con un po’ di olio a fuoco molto basso. Nel frattempo dividete in due porzioni le foglie di Parùch, una parte la lessate e una volta cotto lasciatelo da parte per fargli perdere acqua, l’altra parte invece lo aggiungete ai porri e lo fate insaporire finché le foglie non appassiranno leggermente. Insaporite quindi con sale e pepe e rullo di tamburi: le noci! Non ne servono molte, ma il malghese che mi ha venduto il pesto mi ha detto che con le noci è tutta un’altra storia…e vogliamo non credergli? Quindi inserite il tutto in un mixer e aggiungete olio extravergine di oliva fino ad ottenere un bel composto cremoso. I tagliolini fatti in casa credo siano la cosa più buona con cui assaporarlo e naturalmente non dimenticatevi di aggiungere le scaglie di Casolèt!!!

Tagliolini con parùch porri e casolèt



INGREDIENTI: (Ricetta per 2 persone)
Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: meno di 15 min.

Pepe a piacere
Sale a piacere
Olio extra vergine di oliva a piacere
2 Porri
50 gr noci
500 gr parùch


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Mixed Plate, a little bit of everything, una ricetta fatta di tanti piccoli assaggi

3 dicembre 2013
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piatto composto

All’estero è una formula che si usa moltissimo, nello stesso piatto ci mettono un po’ di tutto, ma attenzione non è come quando ci riempiamo il piatto per l’aperitivo… no no no! Questi sono piatti composti, hanno una loro logica sia di gusto sia di composizione. Sono ottimi per accontentare i palati più diversi e possono essere usati per una cena in piedi, ma anche per un aperitivo un po’ più ricercato. Quindi ecco il mio piatto composto! Si tratta di un timballo di pasta, gocce di legumi, polpettine di agnello e crema di melanzane con porri e uvetta. Il timballo di pasta l’ho fatto con gli spaghetti, ma usate la pasta che desiderate. In una pentola ho fatto sciogliere il burro e poi ho aggiunto della pancetta lasciandola rosolare. Infine aggiungete un po’ di passata di pomodoro e del tabasco. A parte fate della besciamella inserendo un po’ di formaggio a piacere e poi mescolate la pasta con questi due sughi, riempite i timballi e fate andare in forno per almeno 40 minuti a 180°.  Le gocce di legumi le ho fatte con i fagioli, il mais e i piselli, tritateli tutti in un mixer e aggiungete un uovo, aggiustate con sale e pepe e poi con la farina di riso per renderle più maneggevoli, anche queste fatele andare in forno finché non saranno belle dorate.

ricetta composta

Per le polpettine di agnello ho usato la carne della spalla, tritatela con lo scalogno, la menta, i semi di sesamo e fate piccole palline che dovrete passare nel miele e poi nel pan grattato, il tutto va fritto in abbondante olio. La crema di melanzane è facilissima, tagliate le melanzane e i porri a striscioline e fate stufare a fuoco basso con un po’ di olio, aggiustando con il sale e il pepe. Nel frattempo lasciate ammorbidire l’uvetta in acqua tiepida. Quando le melanzane si saranno ammorbidite passatele al mixer per ottenere una crema e quindi aggiungete l’uvetta. Buon mix!!!!



INGREDIENTI: (Ricetta per 2 persone)
Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: meno di 15 min.

Olio extravergine di oliva a piacere
1 cucchiaino di scalogno
100 gr spaghetti
30 gr pancetta
1 cucchiaino di passata di pomodoro
1 cucchiaio di tabasco
40 ml besciamella
30 gr mais
100 gr carne di agnello tritata
1 cucchiaino di menta tritata
30 gr fagioli
2 melanzane
30 gr piselli
10 gr burro
Uvetta a piacere
Miele a piacere
1 uovo
olio di semi a piacere
2 Porri
pangrattato a piacere
30 gr parmigiano reggiano
30 gr farina di riso
1 cucchiaio di semi di sesamo


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Cannelloni di crepes con tre ripieni diversi

28 novembre 2013
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ricetta di riciclo crepes

Cannelloni di crepes con tre ripieni diversi, una ricetta facile e felice. Ieri ho fatto le crepes, ma le ho volute farcire con tutte quelle cose buone come la marmellata, la nutella, la mousse di tamarindo, il cioccolato, il caramello…. insomma DOLCI! Con quelle avanzate oggi ho voluto farci dei cannelloni, semplici da realizzare e con ottima resa! Ho pensato che in ogni piatto potevo servire 3 cannelloni, il bello però è che il ripieno è diverso per ogni cannellone! Ne ho fatto uno ripieno di formaggi vari (utilizzando tutti i rimasugli in frigorifero) poi un altro con i legumi e l’ultimo con i sapori delle erbe aromatiche. Dai andiamo in cucina che vi spiego cosa mi sono inventata questa volta! I rimasugli di formaggi sono ottimi per farci dei ripieni, io per riempire i cannelloni li ho tritati tutti e poi li ho mescolati con della besciamella, un uovo e una patata lessa. Ovviamente in base ai formaggi che utilizzerete vi ritroverete sempre gusti diversi e consistenze diverse, quindi regolatevi con l’aggiunta delle patate lesse e della besciamella, alla fine inserite nel vostro impasto della menta tritata, vi faranno impazzire! Per il secondo ho fatto un impasto di ceci, piselli e lenticchie, (ma credo che possiate tranquillamente usare anche i fagioli) creando a parte una besciamella fatta con il mais per riuscire ad amalgamare bene il tutto, sappiate che tenderà al pastoso quindi ho scelto di inserire dei fiocchi di avena per dargli una forma più maneggevole per il riempimento. Il terzo è un ottimo connubio di cereali integrali fatti cuocere nel latte di soia con le erbe aromatiche, a fine cottura levate le erbe e frullate il tutto con l’aggiunta di un uovo… fantastici! Non vi darò le varie dosi per ognuno perché come avrete capito sono ricette inventate al momento con ingredienti riciclati. Quello però che vi posso dire è che una volta ottenuti i vari riempimenti potete posizionarli in mezzo alla vostre crepes per poi metterle in forno a 200° per almeno 25 minuti. Il bello di questi cannelloni, secondo me, sono i sapori molto diversi tra di loro e il fatto che abbia utilizzato tutto quello che avevo in casa!


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