Convivio in Piazza

10 settembre 2015
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Convivio in piazza

Convivio in piazza, già solo dal nome si intuisce che è una cosa bella vero? Quindi, quando mi hanno chiesto di gestire un punto ristoro vegetariano e vegano presso questo evento, potevo mai dire di no?

convivio in piazza

Partiamo dalla location, dire piazza è davvero riduttivo, perché la Piazza di Rivolta d’Adda è una delle più belle che io abbia mai visto.

basilica convivio in piazza

La sua conformazione è molto particolare, infatti la splendida basilica di Santa Maria Assunta e San Sigismondo, oltre che all’altissimo campanile, si trovano esattamente al centro di questa piazza lasciando uno spazio tutto intorno davvero caratteristico. Se ne volete sapere di più vi consiglio di visitare questo sito da cui provengono queste splendide foto della basilica e di alcuni interni http://www.basilicadirivoltadadda.it/ Ma fidatevi, la cosa migliore è andare a visitarla di persona.

convivio in piazza

Procediamo con il Convivio, innanzitutto questa era la sua quinta edizione, quindi potete ben immaginare quanto successo abbia avuto questo evento e quanto sia valido e ben organizzato per poterlo riproporre con il passare del tempo. Durante la prima edizione sul sito dell’ASCOM si leggeva: “La proposta culinaria accorda insieme la lunga esperienza in ristorazione dei proprietari con l’estro della sperimentazione: ciò che ne nasce è un menu “tradizional-creativo”, capace di sposare i sapori più tradizionali della cucina regionale e padana con le più eterogenee suggestioni etniche e fusion, da tutto il mondo” http://www.ascomcremona.it/articolo.php?id=ART0000000305 Come avrete ben capito, come cuoca creativa, non potevo mancare ad una serata di questo tipo, anche perché con l’inserimento del punto ristoro vegetariano e vegano l’offerta culinaria è stata a 360° e rivolta a tutti i palati.

A proposito di offerta culinaria, ecco i menù dei fantastici ristoratori per il Convivio in piazza della V edizione, compreso il mio!

menù convivio in piazza

…ma vediamo un po’ nello specifico cosa ho preparato, partendo dagli antipasti che ho chiamato “I 3 Sorrisi”

antipasto I 3 sorrisi V convivio

Li ho chiamati così perché mentre li ho creati e ideati sorridevo, ma soprattutto sorridevano le mie amate “cavie culinarie”, ovvero amici che si prestano a provare tutti i miei esperimenti in cucina. Come antipasti ho voluto preparare dei cestini ripieni di maionese vegana con cruditè di verdure, come il sedano, la carota e i fagiolini, sì, crudi pure loro. E’ un modo di mangiarli un po’ particolare per noi in Italia, ma per esempio nei paesi anglosassoni li mangiano più crudi che cotti, quindi ho pensato che fosse una bella idea. In molti si sono complimentati per la maionese vegana, perché in molti casi la fanno che sa troppo di senape, oppure olio, oppure limone… insomma sembra proprio che la mia fosse buona e questo è il miglior complimento.

panzerotti per convivio

Poi ho voluto proporre uno dei miei grandi amori e cioè i lievitati! Ho scelto di fare dei panzerottini al forno con un ripieno alquanto singolare, come cavolo cappuccio bianco, uvetta e songino, credetemi nell’insieme si sposa perfettamente!

   lievitatura panzerotti per v convivio

Come tutti i miei lievitati sono stati fatti con pasta madre e con una lievitazione di minimo sei ore, perché non metterò mai di ricordarlo, il lievito deve poter crescere all’aria, non dentro al vostro stomaco. Infine ho preparato dei cracker al rosmarino con della crema ai ceci, buoni e croccanti, anche questi fatti con pasta madre e ovviamente rosmarino bio, come tutti gli ingredienti che normalmente uso per le mie preparazioni.

Passiamo ai primi, ovvero alle V.I.C. Very Important Crespelle.

crespelle x convivio

Le ho chiamate così perché fin da subito avevo in mente di fare un primo importante, sia come porzioni, ma anche come ripieno, infatti le ho farcite con tantissime verdure di stagione oltre che avvolgerle letteralmente in una vellutata besciamella vegana. Ecco piu’ che altro forse ne avrei dovute fare molte, moltissime in più, visto che sono state letteralmente spazzolate!!!

crespelle vegane

Come secondo ho voluto proporre le mie PALM, ormai una ricetta consolidata negli anni e una di quelle che mi vengono più richieste per i catering.

polpette amaranto

PALM è l’abbreviazione di Polpette di Amaranto e Legumi  e Mais, io adoro dare questi nomi ai miei piatti, è divertente e rende l’idea con quali ingredienti sono preparati.

impiattamento palm

Questa volta le ho accompagnate ad una salsa di mais e a delle verdurine con cavolo cappuccio bianco e carote, condite con un condimento a base di olio extra vergine di oliva, olio e capperi.

polpette amaranto per convivio in piazza

Oltre i piatti sopra descritti ho voluto portare anche i miei tè, perché ho pensato che sarebbero stati ottimi come apertura per la cena oppure come digestivi e grazie al Bar Speziali del mitico Claudio sono stati distribuiti.

te' x convivio

I numeri che ci avevano prospettato si aggiravano intorno ad un’affluenza di circa 2mila persone, ma ci sembra di averne viste molte, moltissime di più di persone viste le lunghe file davanti al nostro punto ristoro. Abbiamo impiattato a ritmi da supereroi :)

impiattamento palm x convivio

Abbiamo iniziato alle 19 e finito tutte le nostre portate alle 21,30 circa, in tutto questo voi penserete chissà che sfacchinata (sì anche) ma la verità è che tutto il lavoro prima, durante e dopo è stato abbondantemente ricompensato dai tantissimi complimenti ricevuti, dai sorrisi che ci hanno regalato, da quelli che tornavano per dirci: “era tutto buonissimo”, dagli affezionati che si sono gustati i bis, da quelli che mi hanno detto che dovrei assolutamente aprire un ristorante, dai tantissimi che si sono già prenotati per i miei prossimi corsi di cucina, dalle persone che mi hanno già contattata per dei catering…

Rivolta-dAdda

Come avrete ben capito io ne sono rimasta entusiasta, ho lavorato fino all’ultimo con una carica di energia positiva e felicità che mi sono rimaste addosso.

 Syl al convivio

Dovete sapere che dietro ad un’organizzazione straordinaria come questa c’è sempre tantissimo lavoro, fatica, capacità di empatia con le problematiche altrui e un problem solving innato. Se è filato tutto liscio, per le attrezzature, la corrente, l’acqua, la pulizia, i vassoi, i tavoli, le sedute, la musica e tutto quello che può esserci dietro ad un evento di tale portata, ecco  quindi che bisogna pur ringraziare qualcuno e chi se non il primo cittadino? Infatti per tutto ciò bisogna ringraziare un sindaco straordinario, Fabio Calvi a cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti, e a un’amministrazione comunale che dovrebbe insegnare il proprio metodo di lavoro a tutti i comuni d’Italia vista l’efficienza dimostrata. Naturalmente un grazie all’associazione UNArivolta, alla mitica giornalista Silvia Tozzi e ovviamente alla cittadinanza di Rivolta d’Adda! E se non fossero bastate le cose belle appena descritte, ecco anche le magliette, che ci hanno regalato, a testimoniare la super organizzazione di questo evento :)

magliette convivio

E infine un grazie al mio compagno di vita e di avventure Marco, senza di te, dietro le quinte, io non riuscirei mai a salire con il sorriso sul palcoscenico della vita!

convivio

 Buona Convivialità a tutti!


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Sponge cakes

7 luglio 2015
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angel cake

Sponge cakes, le conoscete? Io moltissimo, perché ne sono golosissima, ma anche perchè adoro studiare i piatti delle varie tradizioni e dei paesi dove viaggio, e dovunque vado mi informo, parlo con la gente e i ristoratori, leggo libri… insomma mi piace conoscere la storia di quello che sto mangiando. Ma perché proprio ora un articolo sulle sponge cakes? Dunque dovete sapere che in questi giorni mi è capitato di dare i miei “two cents” su Facebook, in un post chiedevano della differenza tra una sponge cake e una chiffon cake. Ebbene, io ne so qualcosina proprio perchè ho avuto modo di provare queste torte e di chiacchierare con un po’ di appassionati delle sponge cake e quindi perché non condividerlo con voi? Sicuramente avrete assaggiato almeno una volta in vita vostra una torta dall’aspetto soffice e non solo dall’aspetto, perché diciamocelo una volta assaggiate, queste torte sono anche morbidissime, come se fossero nuvole. Infatti sono piuttosto notevoli per la loro morbidezza, e se pensate che è più quello che “manca” rispetto a quello che contengono, ovvero non aspettatevi chissà quali e quanti ingredienti. Per esempio ne esistono di tipi che non contengono grassi, come l’olio, la margarina o il burro,  e vi stupirò con effetti speciali dicendovi che alcune di loro nonostante quell’aspetto soffice e altissimo non contengono lievito. Infatti in queste torte il volume si crea sbattendo ad arte le uova, l’aria montata che si crea si espande durante la cottura, provocando queste creazioni soffici e buonissime anche senza lievito. Ho scritto “ad arte” perché la manualità per non far sgonfiare le uova dopo averle montate è proprio un’opera d’arte vera e propria. Anche l’inserimento degli ingredienti come la farina è un’operazione delicata, la farina deve essere setacciata e inserita man mano e poi mescolata delicatamente, insomma fare una di queste torte è un atto d’amore. Ma lo sapevate che di queste sponge cakes (torte spugnose) ne esistono di tantissimi tipi e con lavorazioni completamente diverse? Oggi vi racconto un po’ quali sono, come si lavorano e ovviamente voglio sapere da parte vostra quali avete già fatto e quali farete. Partiamo dal definire le macrocategorie e le sottocategorie, infatti come Sponge cakes si intende la macrocategoria delle cosiddette torte spugnose. In base alla lavorazione e all’utilizzo degli ingredienti ci sono le “sottocategorie”, che sono pur sempre sponge cakes, ovviamente, ma visto che si diversificano come lavorazioni e come ingredienti hanno un nome diverso.

Genoise cake

Vediamole insieme, ma faccio una premessa che mi sembra giusto fare visto che in qualche modo sto “categorizzando” delle torte, ovviamente e come sempre in cucina, non c’è la ricetta “giusta” o “sbagliata”, qui di seguito sono illustrate le sponge cakes e le loro principali caratteristiche che ho raccolto negli anni e che mi hanno trasferito man mano durante deliziosi assaggi e lunghissime preparazioni.

Angel Food Cake, conosciuta anche come la torta degli angeli, è un tipo di sponge cake fatta con i soli albumi e nessun tuorlo. Gli albumi vengono montati con lo zucchero fino, poi man mano va aggiunta la farina. Risulta una torta ariosa e delicata  ottima con la frutta. La loro particolare “spugnosità” è dovuta all’alto contenuto di zuccheri e dall’assenza dei tuorli.

Genoise, questo tipo di Sponge cake è fatta con uova intere piuttosto che solo con gli albumi, e infatti ha un sapore più ricco rispetto alla torta degli angeli. Le uova hanno una lavorazione particolare, ovvero vengono sbattute a bagno maria e in maniera delicatissima, perché non dovete farle surriscaldare, la caratteristica in questo caso è che le uova che sono riscaldate montano dando un maggiore volume.   La Genoise, come per la maggior parte delle Sponge cakes, viene utilizzata per preparare torte a strati, quindi inumidite sempre per bene le parti con vari sciroppi o creme molto umide.

Matzah cake

Biscuit, non immaginatevi una torta di biscotti, ma continuate a leggere del perché abbia questo nome. Questa Sponge cake contiene sia albumi che tuorli, ma a differenza della Genoise, gli albumi e i tuorli vengono montati separatamente e poi amalgamati insieme. Si ottiene una consistenza più “secca” ma questo aiuta a farle mantenere la forma dopo che avrete amalgamato le due parti. E’ spesso usata per preparare i Lady Finger oppure (ma giusto in pochissimi posti sperduti nel mondo che ho avuto piacere di visitare) per fare una versione un po’ particolare tra la Passover Sponge Cake e la Matzah Cake, infatti invece delle lastre di matzah si usano letteralmente i pannelli di biscuit però fatti con fecola di patate.

Chiffon, il nome sembra già una garanzia vero? Qui c’è tutta una storia pazzesca dietro, perché dobbiamo prendere la machina del tempo e andare nel 1927 dove un certo signor Harry Baker (faceva l’agente di assicurazioni, ma appunto buon nome non mente) aveva la passione per il forno e per i dolci, e nella sua bella Los Angeles si inventò la Chiffon cake. Dovete sapere che intorno a questa ricetta si sono spesi quasi 20 anni di ricerche, ci ha messo pure lo zampino Hollywood, e infine la General Mill (all’epoca la Washburn-Crosby Company, ma immagino che questi nomi non vi diranno niente, però se vi scrivo Betty Crocker vi si accenderà una lampadina e collegherete il tutto). Alla fine il signor Baker ha venduto la ricetta a “Betty”. Ma alla fine sta ricetta? Il famoso segreto è che il signor Baker montava gli albumi separatamente dai tuorli e utilizzava olio vegetale, e infine ci aggiungeva il lievito. Ma quindi se usiamo il burro non sarà più una Chiffon? Sì e no, perché l’importante è il modo in cui utilizzeremo la parte grassa, ovvero deve essere in forma liquida, ed è vero che è molto meglio l’uso dell’olio vegetale, ma viene perfettamente anche con il burro, anzi è più gustosa, però è molto più difficile nell’esecuzione. A tal proposito guardate qui che fantastica Chiffon Cake che ha realizzato l’amica Paola del blog Il piacere dei sensi! La sua Chiffon cake è davvero sublime e poi l’idea dei pistacchi con le albicocche è strepitosa!

 Chiffon-cake-con-albicocche-e-pistacchi

Nelle sponge cakes possiamo trovare anche le No-Flour Cakes, ovvero le torte fatte senza farina (o con pochissima percentuale) in genere sono molto morbide e la loro particolarità è che possono essere cotte in forno oppure no, per esempio usando la cottura a bagno maria ed è tipico usare gli stampi a cerniera per la loro realizzazione.

Spero di avervi incuriosito con queste fantastiche torte, e come dico sempre spazio alla vostra fantasia!!!


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Ri-storante il nuovo appuntamento con il Restaurant Day

12 maggio 2015
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Che bello, eccomi nuovamente ad organizzare il Restaurant Day!

restaurant day

Questa volta sarà un evento molto social e molto condiviso, infatti l’evento del Restaurant Day sarà un’ottima occasione per festeggiare il compleanno di Ri-Make! A questo link trovate tutte le info su questa bellissima iniziativa.

Restaurant Day Rimake

L’abbiamo voluto chiamare Ri-storante proprio per intrecciare al meglio i due eventi. Inizio con la descrizione della location: faremo una bella tavolata nella piazzetta davanti a Ri-Make in via Astesani 47 a Milano, e la cena si svolgerà all’aperto viste le belle serate che stanno avvolgendo Milano.

Restaurant Day Rimake

Abbiamo creato diverse combinazioni di menù in modo da venire incontro a tutte le esigenze, naturalmente abbiamo optato per prezzi pop e un menù veg oriented.

menù restaurant day

Vi aspettiamo numerosi al Ri-storante! Mi raccomando è obbligatoria la prenotazione in modo che il cibo non vada sprecato e che tutti possano avere la loro giusta porzione. Per maggiori informazioni e prenotazioni potete scrivere a consylincucina@gmail.com oppure a rimake@autistici.org

A sabato!

 per vostra curiosità eccovi i link dei precedenti Restaurant Day che ho organizzato:

http://www.consylincucina.com/restaurant-day/

http://www.consylincucina.com/la-ricetta-del-restaurant-day/

http://www.consylincucina.com/restaurant-day-guestbook/

http://www.consylincucina.com/restaurant-day-my-second-edition/

http://www.consylincucina.com/la-cena-degli-intolleranti/

http://www.consylincucina.com/gastronomia-casalinga/

 

 

 

 


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Corso di Riciclo in cucina

23 marzo 2015
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corso di riciclo in cucina

Corso di Riciclo in cucina, cioè? E’ un corso di cucina che utilizza gli scarti delle verdure e frutta bio, ma esattamente quali sono e cosa significa bio?  “I prodotti derivanti dall’agricoltura biologica nascono da un metodo di produzione che prevede la coltivazione senza impiego di prodotti chimici di sintesi e di OGM (Organismi Geneticamente Modificati), il rispetto della stagionalità delle colture, l’utilizzo della rotazione colturale e di sistemi naturali per la difesa e prevenzione da parassiti, malattie ed erbe infestanti. L’agricoltura biologica nasce alcuni decenni fa dalla valutazione degli effetti negativi che le innovazioni dell’agricoltura, quali l’utilizzo di concimi di sintesi, l’uso di antiparassitari chimici e l’elevata meccanizzazione, provocano sull’ambiente degli agricoltori e dei consumatori.

Prodoti biologici

L’agricoltura svolta secondo il metodo biologico è in molti casi più laboriosa rispetto a quella convenzionale, nonché meno intensiva, motivi per i quali il costo legato a questa produzione spesso può essere più elevato” (fonte Avicenna Bio) Ho voluto fare questa piccola introduzione perché è giusto capire le varie differenze tra prodotti bio e km 0. Più un alimento è vicino al suo stato naturale,  più questo alimento potrà dare il meglio delle sue caratteristiche organolettiche, in questo caso mangiare frutta e verdura Bio e di stagione equivale al meglio che possiamo mettere in tavola.

Ma per l’appunto, come già citato sopra, avere il meglio costa un po’ di più, e quindi? Ecco che nasce l’idea di fare un corso sul riciclo e nello specifico riciclare gli scarti delle verdure bio. Proprio perché più costose è un vero peccato buttarne via alcune parti, che invece possono essere utilizzate per fare dei gustosissimi e facilissimi piatti, ottimi nel gusto ma anche pieni di fibre, vitamine e minerali che in genere vengono scartati.

corso cucina

Il corso che ho strutturato prevede che ci siano delle preparazioni dall’antipasto al dolce, ovviamente con degustazione finale di tutte le ricette fatte.

 

Ecco il menù che andremo a preparare e poi degustare:

Antipasto: Crostini con paté di sedano e prezzemolo

Primo: Fusilli con pesto di carote e semi di girasole

Secondo: Tortino di patate con crema di carciofi

Dolce: Biscotti e crema di arance

 

 

Per tutte le preparazioni utilizzerò solo gli ingredienti Biologici e di stagione come quelli della Cascina Avicenna Bio. Potrete comprare i loro ottimi prodotti durante il mercato agricolo che si svolgerà il sabato mattina presso la Factory.

Avicenna Bio

Infine un po’ di motivazioni sul perché questo corso di cucina, sul perché la scelta di fare un corso sul riciclo e sul perché è bello fare i corsi.

Personalmente ne ho tenuti tanti di corsi di cucina e la maggior parte delle volte vi ho fatto vedere quanto essere creativi, in cucina, significhi anche poter tagliare sulla spesa. Questo corso sul riciclo nasce proprio da questa esigenza, un po’ di tutti, di poter risparmiare, ma senza togliere nulla al gusto e al mangiar sano.  Secondo le varie statistiche e ricerche, nel mondo, la metà del cibo che viene prodotto (circa due miliardi di tonnellate) finisce nella spazzatura. In Italia, la media dello spreco domestico è di 108 chili l’anno a testa, come potrete ben immaginare sono cifre assurde, soprattutto per il periodo storico che stiamo vivendo, dove ogni seconda parola è crisi. Per questo motivo ho deciso di fare questo corso, che fa parte del ciclo di corsi di Mani in Pasta della Factory, perché non c’è niente di più bello che trasmettere agli altri qualcosa che sai e che loro potranno utilizzare a loro volta. Trattasi di condivisione di saperi e in questo caso anche di sapori, quindi spero di vedervi e poter condividere con voi anche questa esperienza culinaria.

mani in pasta

Il corso durerà circa due ore e potete iscrivervi mandando una email a consylincucina@gmail.com oppure a factorycormano@gmail.com Il costo del corso, comprensivo di degustazione dei piatti preparati è di 20€ a persona. La location è la splendida Factory,  in via Edison 8 a Cormano, dove potrete passare anche alla mattina per fare la spesa presso il mercato agricolo, dalle 9.00 alle 14.00, e dove troverete i prodotti che useremo per il corso che inizierà alle 15.00.

A sabato!!!

 


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Tortillas di mais con cavolo formaggio e miele

10 ottobre 2014
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Tortillas con cavolo formaggio e miele

Tortillas di mais con cavolo formaggio e miele. Qualche tempo fa siamo stati invitati a cena da dei carissimi amici con la splendida formula che ognuno portava qualcosa. Loro erano appena tornati dalle valli con dell’ottimo formaggio e vari affettati, io invece ero nel mio periodo di “esperimenti” in cucina! Complice il fatto che la mia amica non mangia carne, mi sono detta voglio portare una cosa nuova e magari “da conversazione” e così è stato! Le tortillas di mais stavolta non le ho fatte io, però vi farò avere al più presto una supermega ricetta presa direttamente sul posto mentre ero in ferie in Messico http://www.visitmexico.com/it/gastronomia-messicana Quindi le ho comprate pronte perché in quel periodo avevo pochissimo tempo, a volte fare delle scorciatoie non è poi così male, ovvio, sono e saranno sempre meglio i prodotti che si fanno al momento, ma il tempo non era dalla mia parte! Così mi sono presentata con una bella confezione di tortillas di mais pronte, e dell’ottimo cavolo rosso già cucinato. Quindi passiamo alla preparazione! Il cavolo rosso l’ho tagliato a striscioline sottili levando la parte centrale e bianca. Fatelo saltare con poco olio in una pentola antiaderente, attenzione che brucia in fretta, quindi tenetelo sotto occhio! Il mio consiglio è di farlo mescolandolo continuamente. Per scelta personale io non l’ho voluto salare e non ci ho aggiunto altre spezie, ma voi naturalmente potete fare diversamente.

Tortillas con cavolo formaggio e miele

Una volta a casa degli amici e con in mano un bel bicchiere di Guinness (http://www.guinness.com/en-row/thebeer.html) mi sono messa a farcire e chiudere le tortillas. A tutti ho messo del cavolo al centro della tortillas e una goccia di miele, poi man mano abbiamo scelto con quale formaggio provarle, una volta chiuse come se fossero un pacchettino le ho messe subito nella pentola antiaderente bella calda, schiacciandole leggermente e girando dopo un minuto… pronte e buone ecco le mie Tortillas di mais con cavolo formaggio e miele !!!!

E’ stato bello fare un aperitivo in via di preparazione, mentre si chiacchierava e si sceglieva il vino per la cena, inoltre la cosa fantastica è che alla fine abbiamo fatto vari esperimenti un po’ tutti, per esempio il mio amico ha sostituito il miele con il tabasco e oltre al formaggio ha aggiunto pure delle fette di salame! Quindi, come vi dico sempre, spazio alla fantasia in cucina!!!


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Il passato artistico

18 settembre 2014
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Il passato artistico

Il passato artistico. questa ricetta è praticamente un ricordo della mia infanzia, infatti da bambina non gradivo gli omogeneizzati, si vede che ero già per i preparati home made e poco orientata ai prodotti industriali, cosí la mia mamma mi preparava dei fantastici passati di verdure. Certo non erano così colorati e nemmeno disegnati, ma erano buonissimi!

crema di verdura

Crescendo non ho mai smesso di mangiarli e man mano ho iniziato a renderli sempre piú artistici e personalizzati. Nelle foto che vedete ho fatto un passato di carote arancioni, carote nere ed erbette.

passato di erbette e carote

Usando questo modo di fare i passati di verdura ho tenuto tantissimi corsi di cucina per i bimbi e con grande soddisfazione direi (soprattutto dei genitori) infatti i bimbi li adorano perché li possono “disegnare” a loro piacimento per poi mangiarli!

Il passato di verdura artistico

Tanto sono piaciuti anche ai grandi che mi hanno chiesto di partecipare all’iniziativa di #donnamoderna per #unaricettaperlavita e a #igersmilano #consylincucina

disegnare con la verdura

Ma passiamo alla ricetta, vedrete il procedimento è semplicissimo, basta far cuocere a vapore le verdure e poi frullarle con un poco di olio, aggiungete a piacimento sale e pepe…e basta! La scelta di utilizzare la cottura a vapore deriva anche dal fatto che usando verdure tutte diverse anche nei colori, durante una lessatura i colori si sarebbero mescolati tra di loro, ma non solo, infatti la cottura a vapore vi da modo di non disperdere nell’acqua molte sostanze nutrienti delle verdure. Io ho scelto questi tre tipi, ma naturalmente potrete sbizzarrirvi con tutte le verdure che volete.

passato di verdura

Usate anche i legumi e create colori e disegni personalizzati, i bimbi che non amano molto le verdure si divertiranno a “disegnare” il loro piatto…e fidatevi pochi di loro rinunciano a mangiarlo! Ma come vedete dalle foto, potete anche creare un piatto molto ricercato e particolare… sicuramente stupirete i vostri ospiti! Potrete anche decorarli con cereali e semenze, oppure come ho fatto ultimamente io creando dei crostini colorati sempre con le verdure, renderanno il vostro piatto più strutturato e ovviamente con una marcia in più. Mi raccomando utilizzate sempre verdure di stagione, questa è la vera differenza tra un piatto solo bello e un piatto buono, sano e bello.

 

 


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Cena in Bianco

3 luglio 2014
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cena in bianco

In attesa di sapere dove faremo la Cena in Bianco di stasera, mi piaceva l’idea di raccontare un po’ l’esperienza.

Lo spirito è quello del flashmob, però in questo caso, personalmente, lo trovo molto più carino e conviviale. Come dice il “titolo” si tratta di una cena, il luogo rimane misterioso fino all’ultimo momento, i commensali sono invitati a vestirsi tutti di bianco e ad avere una bella tavola elegante, possibilmente senza stoviglie di plastica (anzi!) e poi credo che sia indispensabile avere tanta voglia di belle époque!!!

A me piace partecipare portando anche tutta la cena in bianco e non solo i vestiti e le tovaglie, quindi ecco alcuni suggerimenti e alcune delle ricettine che ho portato la volta precedente, invece per quelle di stasera dovrete aspettare… !

Consigli e ricettine:

Mozzarelline

Panini bianchi ripieni di crema di verdure

Zucchine bianche (senza la buccia) ripiene di riso bianco e formaggio

Insalata bianca con mele, sedano, finocchi, maionese bianca e pollo.

Spiedini di pesce spada con salsa bianca allo yogurt

e per finire dell’ottimo vino bianco con le bollicine!!!

cena in bianco

e stasera???? Sorpresa!!! ma nel frattempo mentre scrivevo è arrivata pure la location, e che location!

Niente di meno che il Palazzo Dugnani ai Giardini Pubblici Indro Montanelli !!!!

…. che state aspettando???

trovate un tavolino, una bella tovaglia bianca e venite a trovarci sarà come sempre una serata magnifica!!!

Qui tutte le info:

 https://www.facebook.com/cenaconme?fref=photo

 

 


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Canederli

30 maggio 2014
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Canederli

I Canederli sono un piatto che in molti reputano invernale, ma secondo me è più da riciclo in cucina che stagionale! Ho voluto farli per l’iniziativa del Restaurant Day inserendoli come uno dei tanti piatti della Gastronomia Casalinga, e che dire? Sono quelli che hanno avuto maggior successo, per carità non che non abbiano prenotato anche tutto il resto, ma questi sono davvero andati letteralmente a ruba! Ho scelto di farli perché avevo tantissimo pane raffermo (avanzato da un corso di cucina che avevo fatto, mica potevo buttarlo no?) e quindi perché non fare i Canederli?

Canederli

Andiamo in cucina che vi spiego come li faccio io. Diversamente dalle altre ricette, il pane non lo lascio ammorbidire nel latte, non chiedetemi perché ma personalmente mi risulta troppo stopposo alla fine,  preferisco invece che assorba man mano l’umidità degli altri componenti. Quindi in una grande ciotola spezzetto il pane, e a parte faccio rosolare nel burro dello speck tagliato a dadini con un po’ di cipolla, deve rosolare leggermente quindi fatelo a fuoco basso. In un’altra ciotola sbatto uova, latte,  pepe, sale ed erba cipollina tagliata finemente. Ora non so voi, ma io adoro quei pezzettini di formaggio filante che si sciolgono all’interno dei canederli, molti non lo mettono il formaggio all’interno, perché sarebbe “troppo”, io invece lo adoro! Quindi in base alle vostre scelte inserite o meno il formaggio all’interno dell’impasto, io uso un formaggio filante come la fontina, ma siete liberissimi di usare quello che volete, magari non la mozzarella che risulterebbe troppo acquosa.

Canederli

Versate quindi il formaggio tagliato a dadini sul pane, poi il latte con le uova, e alla fine lo speck con la cipolla, mescolate l’impasto in modo che tutti i componenti si possano amalgamare per bene e lasciate riposare per almeno 4 ore coprendo con la pellicola. Una volta passato questo tempo potete preparare i canederli, facendo delle semplicissime palle con l’impasto, non fateli troppo piccoli, tenete conto che a persona ne andrebbero serviti due massimo tre, poi vabbè questa regola in casa nostra non viene applicata, e sinceramente non l’ho applicata nemmeno durante la “Gastronomia Casalinga”!

Canederli

Se li trovate troppo duri aggiungete un po’ di latte, viceversa un po’ di farina, ma non esagerate con nessuno dei due. Dopo averli riposti su un vassoio lasciateli riposare ancora un po’ e poi potrete lasciarli cadere in acqua bollente e aspettare la risalita. Io ho voluto condirli con una fonduta di formaggio e petali di bacon croccante, ma naturalmente sono ottimi anche in brodo e con altri sughi, per esempio con i funghi porcini. Il bello dei canederli è che potete tranquillamente surgelarli in modo da averne sempre di scorta, quindi vi lascio le dosi per farne un bel po’, ovvero per almeno 20 persone!!!!



INGREDIENTI: (Ricetta per 20 persone)
Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: massimo un'ora

Pepe a piacere
1 kg pane raffermo
1 cucchiaino di erba cipollina
1 cipolla
450 gr Speck
1 lt latte
Sale a piacere
3 uova
burro a piacere
400 gr formaggio fontina


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Menù da Oscar

3 marzo 2014
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menù da Oscar

Stanotte è stata la notte degli Oscar e quindi eccomi con un menù da Oscar! Sul Red carpet si sono avvicendati tanti visi “conosciuti” e lo sfarzo dei vestiti, come sempre, è stato proprio da Oscar! Quest’anno tifavo per Jared Leto come miglior attore e come  film Dallas Buyers Club. …ma diciamocelo, come ogni anno non vedevo l’ora di sapere cosa avesse cucinato Puck per il suo menù da Oscar! Questa volta ha optato per una cena in piedi, quindi sono andata a curiosare tra le ricette e ne sono rimasta entusiasta! Inutile dirvi che ripeterò la maggior parte delle sue ricette, ma come potrei farne a meno? L’aspetto che avevano i mini hamburger di manzo Kobe con formaggio cheddar invecchiato e Remoulade erano più che invitanti, erano da acquolina in bocca immediata! Se vi state chiedendo cosa sia una Remoulade sappiate che è una salsa francese che Puck ha completamente stravolto rispetto alla ricetta originale, infatti ha usato questi ingredienti:  panna, aglio, rosmarino fresco, paprika dolce, olio di arachidi, cipolla rossa, peperoni gialli e rossi..e non ha frullato nulla bensì era tutto alla brunois… insomma quell’hamburger oltre ad avere un aspetto buonissimo,  sicuramente ha acquistato punti anche grazie alla Remoulade! Il piatto che mi ha entusiasmato di più è stato il Chicken Pot Pie,  piccole torte di pollo in crosta friabile, che solo a vederle capisci che sono comfort food! E vogliamo parlare di quelle fette di salmone tagliate da Oscar? Idea fantastica, infatti per me Puck è un mito, e non per niente si occupa della cena degli Oscar da ben 20 anni!! Rifatevi anche voi gli occhi con le foto, vi assicuro sono proprio un bel vedere!!! Cliccate sulle ricette in blu, intanto io andrò in cucina dove cercherò di rifare quella Remoulade, vi farò sapere se c’è del genio Puck in me!!!!

 


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Polenta concia (uncia) una ricetta tramandata da generazioni

19 febbraio 2014
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polenta concia

La polenta concia oppure polenta uncia (dipende in quale zona d’Italia siete) è una ricetta tramandata da generazioni in casa nostra, e infatti lo Chef Marco è stato allievo della mamma  e della nonna, che a loro volta hanno appreso questa ricetta dalle loro mamme e nonne. L’abbiamo scelta come piatto principale durante la Smile Dinner, all’interno dell’iniziativa del Restaurant Day. Quando abbiamo pensato al menù ci siamo orientati più che altro al tipo di ospiti che avremmo avuto, infatti ci sarebbero stati molti ospiti stranieri e abbiamo reputato molto bello fargli assaggiare un piatto della tradizione Lombarda. E’ una ricetta molto semplice e di stampo paesano, ma con dei passaggi ben precisi e gli ingredienti devono essere di ottima qualità sennò il piatto ne risente. Per questo motivo lo Chef Marco in persona è andato nella sua bella Valbrona (LC) a prendere tutti gli ingredienti necessari.

polenta concia

Il burro è stato preso in una cascina, è quello buono, giallo e profumato, lo si sente dal sapore che è assolutamente di gran qualità. La farina è quella gialla di mais, bramata oro, e il formaggio usato è la Formaggella, un tipico formaggio semigrasso Lombardo preso dal formaggiaio di fiducia, lo stesso che ci fornisce il mix giusto per i pizzoccheri (ma quella è un’altra storia e un’altra ricetta, presto ve la farò avere!). Una volta presi questi fantastici ingredienti non fate l’errore di cuocere la polenta in qualsiasi pentola, bensì deve essere usato il paiolo.

paiolo per polenta

Per una buona riuscita della polenta il paiolo è fondamentale, soprattutto se è di rame, ma va benissimo anche quello in alluminio. Le altre pentole non danno modo di creare la crosta, importantissima per una buona cottura della polenta. Certo sarebbe fantastico poterla cuocere su un fuoco di legna, magari un camino, così la polenta potrebbe anche prendere l’aroma del legno e del fumo, purtroppo nelle nostre cucine moderne questo non è possibile così accontentiamoci di usare ingredienti di ottima qualità. Andiamo ai fornelli che vi spiego la procedura. Fate bollire l’acqua che avrete salato e poi versate la farina a pioggia mescolando molto bene con una frusta, questo eviterà la formazione dei cosiddetti “fraticelli”, ovvero delle bolle di farina non mischiata con l’acqua che non cuocerebbero e arriverebbero in bocca ai vostri commensali con un effetto decisamente sgradevole.

polenta concia

Ottenuto un impasto omogeneo e semiliquido continuate a mescolare con un cucchiaio di legno fino alla cottura completa della polenta, ci vorranno 40/60minuti a fuoco medio. Lo Chef Marco scrive: “se la polenta dovesse essere troppo dura allungare con del latte, se viceversa dovesse essere troppo morbida aggiungere del pangrattato, ma mai usare la farina per addensare, infatti la farina aggiunta resterebbe cruda”. A cottura ultimata l’ideale sarebbe versare la polenta su un tagliere di legno e poi, utilizzando un cucchiaio, trasferirla in una marmitta alternando cucchiaiate di polenta e strati di formaggio.

polenta concia

Ultimato il trasferimento versate sopra il composto il burro che deve arrivare ad essere di colore bruno (ma mi raccomando non lo bruciate!), questa operazione serve per completare la fusione del formaggio. La tradizione vorrebbe che la polenta uncia la si mangiasse tutti insieme direttamente dalla marmitta!

polenta concia



INGREDIENTI: (Ricetta per 6 persone)
Difficoltà: facile
Tempo di preparazione: massimo un'ora

2 lt acqua
200 gr burro
500 gr farina di mais
400 gr formaggella


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